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martedì 9 febbraio 2010 S. Apollonia martire - Ultimo agg.: 09/02/2010 18:49
 
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PRIMARIE/ Parisi: il nuovo Pd nasce vecchio. E Rutelli prenderà una cantonata

mercoledì 28 ottobre 2009

I primi passi di Bersani, da segretario del Pd, non sono poi così semplici. A pochi giorni dalle primarie Rutelli e Cacciari hanno attaccato la linea che ha prevalso nel partito, durante la presentazione del Libro "La svolta. Lettera a un partito mai nato", dello stesso Rutelli. Le critiche senza sconti si sono chiuse con un avvertimento: "o un cambio di rotta, o nascerà qualcosa di nuovo".
Arturo Parisi, a sua volta voce critica in questo delicato momento del Pd, chiarisce la sua posizione su quanto sta accadendo.

Durante il dibattito che ha accompagnato la scelta del nuovo segretario del Pd lei ha espresso più volte le sue perplessità. Cosa l’ha delusa maggiormente? È mancato un vero confronto?


Un partito dovrebbe essere uno strumento per la formazione della volontà collettiva, che sottintende una condivisione consapevole da parte del più largo numero di persone, almeno nelle scelte più importanti, non solo una macchina per organizzare le elezioni. Guardi, se la parola “congresso” e la parola “partito” conservassero, non dico il significato, ma almeno il sapore che avevano un tempo, al centro delle nostre primarie avrebbe dovuto esserci un esplicito dibattito sulla direzione da prendere. Non è andata così, sia nei circoli, che nella convenzione Nazionale il dibattito è stato bandito per evitare il conflitto. Si è discusso solo di chi avrebbe ottenuto la guida, scegliendo tra bandiere a cui affidare scelte prese “a prescindere”, fino all’esito caricaturale della Convenzione Nazionale.

Cosa intende? Perché decise di non partecipare?

Nella Convenzione 1.000 delegati sono stati portati a Roma per applaudire ognuno il proprio candidato e, tutti assieme, decisioni già prese.
Il risultato finale di tutto ciò è una fotografia accurata di quello che il partito è, non la decisione di quello che vuole essere. Una scelta tra persone definite dai rispettivi passati, piuttosto che dalle loro proposte per il futuro.

Perché poi decise di appoggiare Franceschini?


La scelta che temevo per me obbligata è stata quella del voto bianco, praticamente fino alla fine. Le proposte non erano sufficientemente diverse. Poi un confronto proposto da me e accettato solo da Franceschini e Marino mi ha consentito di scegliere. E così se due anni fa Veltroni che immaginavo all’inizio più vicino finì a essere il più lontano, Franceschini che pensavo più lontano mi ha convinto.

La vittoria è però andata a Bersani, eletto grazie all’appoggio degli iscritti e degli elettori. Come giudica la sua proposta?

In assenza di un confronto e di una chiara proposta, la sua linea è inevitabilmente dedotta dalla posizione di Massimo D’Alema, che è il suo sostenitore più noto e autorevole. Forse l’unica posizione riconoscibile, difesa con coerenza e nel tempo, ma contro la quale mi sono speso assieme a tanti, negli anni dell’Ulivo.

Questa scelta segna un passo indietro sul piano della convivenza tra l’anima cattolica e quella laica e socialdemocratica?


Sono sicuro che Bersani provvederà al meglio ad evitare questo rischio. Il problema non è però nella mani dei leader nazionali, né in quelle di Bersani, né in quelle di Franceschini, ma nel messaggio che promana oggettivamente dall’intero partito. Se il Pd riuscirà a essere un partito veramente nuovo allora sarà la casa di tutti, credenti e non credenti. Se venisse invece percepito come la continuazione di una sola storia e come la casa di una sola parte non ci sarà leadership che potrà tenere. Nessuno ama sentirsi ospite in casa d’altri.

Ma quale modello di centrosinistra ha avuto sin qui maggiore successo? A quale esperienza virtuosa lei preferisce fare riferimento?

 

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COMMENTI
28/10/2009 - e il problema antropologico ? (attilio sangiani)

Il caso della Cina,dove convivono efficienza produttiva,concorrenza e iniziativa imprenditoriale,con un regime politico a fondamento materialista e totalitario,è molto istruttivo. In Italia potrebbe essere una confindustria priva di valori umanistici a sostenere il regime "formato Bersani",capace di addomesticare la CGIL. Quello che si è capito di Bersani è che è aperto alla concorrenza in economia,ma chiuso ai valori etico-umanistici della tradizione popolare cristiana. Infatti non ammette la "obiezione di coscienza",se non nei casi permessi dal Partito. Vera contraddizione,perchè non può essere il partito politico a regolare la coscienza di ogni persona. Parisi,come molti cattolici confluiti nel PD ( con la eccezione della Binetti,ben più seria di Rutelli )non ha capito che il problema di fondo è la "questione antropologica" : l'uomo è solo un "tubo digerente" ( Bersani ) oppure è una "canna pensante,aperta all'infinito della realtà" ? (Binetti,non purtroppo ,Franceschini).

 
28/10/2009 - basta con paris e company (roberto fantechi)

i vecchi a casa (lo sono anche io)! abbiamo troppi fardelli che ci offuscano la mente perchè non liberi da previ (e attuali?) interessi...francamente trovo i commenti di oggi e recenti di parisi noiosi e allo stesso tempo irritanti perchè non indicano un tubo, solo saccenteria.....saluti

 
28/10/2009 - Fenomenale Parisi (Adriano Sala)

Come fossero andate le precedenti aggregazioni con il PCI era ed è storia nota. Quale fosse il Bersani-pensiero prima della corsa alla segreteria era ed è altrettanto noto. Il comportamento dei segretari amministrativi dei due partiti "fusi" alla vigilia della fusione era sotto gli occhi di tutti quelli che volevano vedere. Allora ci voleva tanto a capire che il PD avrebbe perso pezzi per strada con l'elezione di Bersani? Ma dobbiamo continuare a sentire l'analisi dell'aria fritta da certi politici? Dobbiamo continuare a mantenere "fenomeni" come Parisi? Provo ad azzardare il futuro io che non costo nulla ai contribuenti: chi salverà Bersani? La Confindustria. Almeno da dieci anni alcuni pezzi grossi di Confindustria ripetono in privato: "Se nella sinistra tutti fossero come Bersani, non avremmo bisogno di Berlusconi". La mia previsione si avvererà? Io credo di sì, poi chi vivrà vedrà. Ma almeno io non vivo alle spalle dei contribuenti. Cordialità.

 
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