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lunedì 6 settembre 2010 Beato Anastasio Garzon Gonzalez - Ultimo agg.: 06/09/2010 02:00
 
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CROCEFISSO/ Le reazioni alla sentenza europea. Bersani: buon senso vittima del diritto. Vaticano: sentenza miope

martedì 3 novembre 2009

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sui crocefissi nelle scuole italiane ha naturalmente fatto registrare molte reazioni. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ritiene che l’atto abbia «dato un colpo mortale all’Europea dei valori e dei diritti» e per questo «il governo farà ricorso», attraverso il rappresentante italiano presso la Corte europea Nicola Lettieri.

Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani ritiene che «su questioni delicate qualche volta il buon senso finisce per essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocefisso non può essere offensiva per nessuno».

Parole apprezzate dallo scrittore Giampaolo Pansa, che a ilsussidiario.net ha dichiarato: «Sono molto d’accordo con quanto ha dichiarato Pierluigi Bersani: il crocefisso nelle scuole non offende nessuno. Nella mia vita ho visto tante volte il crocefisso nelle aule di scuola e poi negli uffici di lavoro, spesso affiancato dall’immagine del Presidente della Repubblica. Devo dire che non mi ha mai turbato. Penso che sia una decisione sbagliata e priva di senso, frutto di istituzioni che probabilmente hanno qualche pregiudizio nei confronti della religione cattolica. Dico questo pur non essendo un cattolico».  

 

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COMMENTI
16/11/2009 - Pretesto e non senso (Marco Voli)

La sentenza è certamente stata un pretesto per l'ideologia laicista, che è stata assunta in modo tanto ridicolo e dissennato da risultare un controsenso anche giuridico. Infatti è fuori da ogni logica che un simbolo di appartenenza sia offensivo per qualcuno, e soprattutto un simbolo che richiama all'amore fino al sacrificio della vita per chiunque pur ancora peccatore (cioè proprio incondizionatamente e gratuitamente). Ma a parte questa base di semplice logica che è il nucleo essenziale della Ragione (per cui si può davvero dire "deficienti!" di Ragione), il gradimento di singoli delle scelte dei più troverà sempre degli scontenti, per cui la società tutta non può essere ingessata ad una unanimità di gradimento, ed il non gradimento ipso facto non può configurare la negazione di un diritto. Insomma, se la signora italo-finlandese si sentiva offesa dal crocefisso gli andava detto "si curi le sue turbe", oppure "denunci che ha usato il crocefisso impropriamente per costringerla fisicamente". Infine, non esiste una neutralità assoluta del fondamento sociale, come pretende il demente laicismo di questi pagliacci con la toga, altrimenti, anche i mafiosi e i talebani dovrebbero essere accolti al pari di tutti; quindi a maggior ragione un simbolo come il crocefisso non può essere trattato come offesa ad una neutralità che non esiste. Perciò questi pagliacci vigliaccamente ipocriti abbiano il coraggio di dire cosa non gli piace di ciò che il Crocifisso rappresenta.

 
03/11/2009 - reazioni alla sentenza europea sul CROCEFISSO (andrea alberzoni)

Visto che bisogna punire la "violazione ad educare i figli secondo proprie convinzioni", suggeriamo all'Onorevole Mauro di richiedere che la sentenza delle Corte venga applicata contro tutti gli stati che non garantiscono l'accesso alle scuole private (came le cattoliche) ALLO STESSO COSTO DELLE PUBBLICHE (cioè gratis) !!!!!!! Invece è ancora tutto da dimostrare che un qualsiasi simbolo religioso possa "violare una qualsiasi libertà" : alla stessa stregua facciamo eliminare tutte le bandiere nazionali e tutte le bandiere delle squdre di calcio perchè violano il mio diritto ad essere tifoso di un'altra squadra ... anzi proponiamo che i Giudici che hanno emesso questa sentenza si mettano il burka, perchè mi disturba rischiare di vedere la loro faccia .... Mah !!!!