mercoledì 13 gennaio 2010
Neppure il clima natalizio è riuscito ad arrestare l’ondata discriminatoria che sta colpendo i cristiani nel Regno Unito. Questa volta è toccata a Olive Jones, insegnante di matematica con esperienza ventennale. Da quattro anni la professoressa Jones ha scelto di dedicarsi all’insegnamento a domicilio di ragazzi gravemente ammalati o con particolari disturbi psichici. Per tale incarico ha ricevuto un contratto part-time di 12 ore settimanali dalla Oak Hill Short Stay School e dai Servizi Scolastici del Comune di North Somerset. Durante una delle sue lezioni domiciliari la professoressa Jones, approfittando del fatto che la sua alunna si sentisse male, ha deciso di scambiare due chiacchiere con la madre della ragazza. In qullo che doveva essere un normale colloquio tra donne, la Jones ha commesso l’imprudenza di toccare un argomento oggi pericoloso in Gran Bretagna: la propria fede religiosa. Così, l’incauta insegnante ha raccontato alla madre dell’alunna un episodio accadutole quando da adolescente aiutava i genitori nella fattoria di famiglia vicino a Carmarthen nel Galles. Mentre si trovava alla guida di un trattore e stava affrontando una salita particolarmente ripida, all’improvviso il mezzo agricolo cominciò a ribaltarsi e per un puro caso non fu all’origine di un incidente mortale. Da quel momento la Jones interpretò quel “caso” come un miracolo ed si avvicinò alla fede. Malgrado non avesse fatto trapelare alcun disappunto, la madre della ragazza decise di inoltrare un reclamo contro l’insegnante per quella sua personale esternazione. Neppure le autorità interessate dalla protesta della donna avvisarono la professoressa Jones, la quale, del tutto ignara della denuncia a suo carico, decise di proseguire tranquillamente nel proprio lavoro tornando successivamente a visitare l’alunna per le consuete lezioni. L’insegnante questa volta, però, commette una seconda imprudenza chiedendo alla ragazza se desidera che preghi per le sue particolari condizioni di salute. A quella inaspettata domanda la stessa ragazza volge lo sguardo alla madre che seccamente replica: «Noi veniamo da una famiglia che non crede». Di fronte a tale reazione la Jones desiste immediatamente. Anzi, adducendo a pretesto che la ragazza non si sentisse particolarmente portata per la matematica, chiede alla madre se intenda cancellare le successive lezioni. La madre risponde di no, desiderando che la propria figlia continui a ricevere l’insegnamento domiciliare. PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO
Neppure il clima natalizio è riuscito ad arrestare l’ondata discriminatoria che sta colpendo i cristiani nel Regno Unito. Questa volta è toccata a Olive Jones, insegnante di matematica con esperienza ventennale. Da quattro anni la professoressa Jones ha scelto di dedicarsi all’insegnamento a domicilio di ragazzi gravemente ammalati o con particolari disturbi psichici. Per tale incarico ha ricevuto un contratto part-time di 12 ore settimanali dalla Oak Hill Short Stay School e dai Servizi Scolastici del Comune di North Somerset.
Durante una delle sue lezioni domiciliari la professoressa Jones, approfittando del fatto che la sua alunna si sentisse male, ha deciso di scambiare due chiacchiere con la madre della ragazza. In qullo che doveva essere un normale colloquio tra donne, la Jones ha commesso l’imprudenza di toccare un argomento oggi pericoloso in Gran Bretagna: la propria fede religiosa. Così, l’incauta insegnante ha raccontato alla madre dell’alunna un episodio accadutole quando da adolescente aiutava i genitori nella fattoria di famiglia vicino a Carmarthen nel Galles.
Mentre si trovava alla guida di un trattore e stava affrontando una salita particolarmente ripida, all’improvviso il mezzo agricolo cominciò a ribaltarsi e per un puro caso non fu all’origine di un incidente mortale. Da quel momento la Jones interpretò quel “caso” come un miracolo ed si avvicinò alla fede. Malgrado non avesse fatto trapelare alcun disappunto, la madre della ragazza decise di inoltrare un reclamo contro l’insegnante per quella sua personale esternazione. Neppure le autorità interessate dalla protesta della donna avvisarono la professoressa Jones, la quale, del tutto ignara della denuncia a suo carico, decise di proseguire tranquillamente nel proprio lavoro tornando successivamente a visitare l’alunna per le consuete lezioni.
L’insegnante questa volta, però, commette una seconda imprudenza chiedendo alla ragazza se desidera che preghi per le sue particolari condizioni di salute. A quella inaspettata domanda la stessa ragazza volge lo sguardo alla madre che seccamente replica: «Noi veniamo da una famiglia che non crede». Di fronte a tale reazione la Jones desiste immediatamente. Anzi, adducendo a pretesto che la ragazza non si sentisse particolarmente portata per la matematica, chiede alla madre se intenda cancellare le successive lezioni. La madre risponde di no, desiderando che la propria figlia continui a ricevere l’insegnamento domiciliare.
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La Grande Gran Bretagna pare abbia bisogno di un'autorevole scossone anti record di imbecillità: - un Paese dove il già sufficientemente deplorevole mondo finanziario inventa il "furto legittimo dell'eredità" (prestiti garantiti dalla casa che dovranno essere rimborsati solo dagli eredi) - dove non si reagisce alla crescente "creatività" che sforna mode sociali sempre più immorali - che pretende di stare in Europa arrogandosi il diritto di mantenere la propria moneta e soprattutto i propri sistemi di misura "arabi" non riconoscendone l'enorme imbecillità di contrasto Ma gli Inglesi di buon senso stanno tutti dormendo? Luciano Vigevano
Dalle notizie che arrivano sempre più frequentemente, sembra proprio che in Inghilterra la scristianizzazione sia riuscita in pieno, molto più che nei paesi ex comunisti. E' bastata ls derisione degli intellettuali, la soggettivizzazione della fede nella palude morta del deismo, il venir meno di un popolo cristiano. L'Inghilterra ha dimenticato l'ammonimento di Kipling in "Recessional" (l'inno che si canta nelle chiese anglicane quando i sacerdoti si ritirano, finita la funzione): non insuperbirsi al tempo della prosperità, non dimenticare stoltamente Dio: If, drunk with sight of power, we loose Wild tongues that have not Thee in awe-- Such boastings as the Gentiles use, Or lesser breeds without the Law-- Lord God of Hosts, be with us yet, Lest we forget--lest we forget! Se ebbri alla vista del potere scioglieremo lingue empie che non Ti temono, vanterie come ne usano i Gentili o le razze primitive che non conoscono la Legge -- Signore Dio degli eserciti, sii con noi ancora, che non Ti dimentichiamo, che non Ti dimentichiamo!
Se non avessi una totale stima per "IL SUSSIDIARIO" e una totale fiducia per quello che scrive, non crederei ai miei occhi, leggendo una simile notizia. Ma la società anglosassone, di cui ho sempre ammirato la cultura, la sinteticità della lingua, la filosofia, la letteratura, l'educazione, è forse impazzita? Non sono loro gli inventori della libertà di parola, tanto da aver inventato lo "speaker's corner" di Hyde Park? Ma la chiesa anglicana che cosa fa? Non difende a spada tratta l'insegnante che professa apertamente la sua fede cristiana, oppure è anch'essa prigioniera di quella esiziale "political correctness" che, se non arginata,finirà per distruggere le radici cristiane d'Europa?
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