lunedì 27 ottobre 2008
Venerdì scorso il Ministro Gelmini ha convocato i rappresentanti dei principali gruppi organizzati degli studenti di scuola e università. Anche il Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS), che attualmente rappresenta la maggioranza degli studenti in seno al Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU) del quale esprime pure il Presidente, è stato interpellato. I quotidiani che hanno riportato le dichiarazioni espresse dai vari gruppi, hanno omesso tuttavia di riferire proprio la posizione del CLDS. Come mai? Approfitto di questo spazio sul Sussidiario per chiarire una volta di più qual è il nostro orientamento circa l’attuale situazione dell’Università. È pieno diritto di ciascuno discutere e pronunciarsi a riguardo di una legge che presenta evidenti ripercussioni sulla situazione finanziaria dell’università. Lo abbiamo fatto noi per primi in un lungo comunicato del 17 luglio e nuovamente il 10 ottobre con un comunicato che recava come titolo una frase del Presidente Napolitano: “Scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente”. Sappiamo bene che la situazione è tutt’altro che rosea. Come tutti siamo preoccupati per il destino della nostra università. Ma riteniamo profondamente intollerabile e ingiusto che una parte (di qualunque parte si tratti) imponga il proprio pensiero e la propria volontà a tutti gli altri. Consideriamo pertanto inaccettabili, perché lesivi della libertà di tutti, i tentativi di occupare le facoltà e di bloccare il regolare svolgimento delle attività didattiche. Riteniamo inoltre che la gran parte delle proteste sia largamente strumentalizzata per finalità che nulla hanno a che vedere con i problemi reali dell’Università e che tutto ciò dia luogo alla cristallizzazione di un clima di sterile contrapposizione. Da parte loro molti media concorrono ad aggravare la situazione, sollevando fumosi polveroni e distorcendo la realtà dei fatti (basti citare quanto riportato da certi giornali sulla situazione di scienze politiche della statale di Milano, dove i manifestanti non superavano le 30 unità). Noi non siamo disponibili a nessuna strumentalizzazione, da qualunque parte essa venga. Peraltro, continuare ad alimentare un clima di contrapposizione ideologica è l’ultima cosa di cui l’università ha bisogno in questo momento, il modo migliore per non affrontare i problemi e per non mettere mano a un disegno riformatore. Come ha detto il Prof. Decleva, Presidente della CRUI, «la preoccupazione numero uno è che chi vuole le riforme veramente si trovi schiacciato da un lato dai tagli previsti dal Governo e dall’altro da forme di protesta che hanno altre motivazioni di fondo». «È l’ora di mettersi attorno a un tavolo e discutere nel merito – sottolineo: nel merito – del problema, lasciando alle spalle fatue contrapposizioni ideologiche. Sono convinto che esistano margini per interventi riformatori» (Il Giornale, 21.10.08). In questo momento di caos, occorre salvaguardare a tutti i costi il diritto dei docenti ad onorare il loro impegno didattico e quello degli studenti a seguire i corsi e a studiare. Chiediamo che le autorità accademiche, respingendo con chiarezza le posizioni prepotenti di alcuni (studenti o docenti che siano), tutelino la volontà di una maggioranza ben riconoscibile, che desidera continuare a lavorare e affrontare i problemi con strumenti e modalità che rispettino la libertà di tutti. Al ministro Gelmini (glielo abbiamo già detto venerdì) e al Governo chiediamo che si affrontino con urgenza e nel merito i molti problemi sul tappeto, a partire da quelli finanziari. (Stefano Verzillo - Presidente del CLDS) Rispondi al sondaggio
Venerdì scorso il Ministro Gelmini ha convocato i rappresentanti dei principali gruppi organizzati degli studenti di scuola e università. Anche il Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS), che attualmente rappresenta la maggioranza degli studenti in seno al Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU) del quale esprime pure il Presidente, è stato interpellato.
I quotidiani che hanno riportato le dichiarazioni espresse dai vari gruppi, hanno omesso tuttavia di riferire proprio la posizione del CLDS. Come mai? Approfitto di questo spazio sul Sussidiario per chiarire una volta di più qual è il nostro orientamento circa l’attuale situazione dell’Università.
È pieno diritto di ciascuno discutere e pronunciarsi a riguardo di una legge che presenta evidenti ripercussioni sulla situazione finanziaria dell’università. Lo abbiamo fatto noi per primi in un lungo comunicato del 17 luglio e nuovamente il 10 ottobre con un comunicato che recava come titolo una frase del Presidente Napolitano: “Scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente”.
Sappiamo bene che la situazione è tutt’altro che rosea. Come tutti siamo preoccupati per il destino della nostra università. Ma riteniamo profondamente intollerabile e ingiusto che una parte (di qualunque parte si tratti) imponga il proprio pensiero e la propria volontà a tutti gli altri.
Consideriamo pertanto inaccettabili, perché lesivi della libertà di tutti, i tentativi di occupare le facoltà e di bloccare il regolare svolgimento delle attività didattiche.
Riteniamo inoltre che la gran parte delle proteste sia largamente strumentalizzata per finalità che nulla hanno a che vedere con i problemi reali dell’Università e che tutto ciò dia luogo alla cristallizzazione di un clima di sterile contrapposizione.
Da parte loro molti media concorrono ad aggravare la situazione, sollevando fumosi polveroni e distorcendo la realtà dei fatti (basti citare quanto riportato da certi giornali sulla situazione di scienze politiche della statale di Milano, dove i manifestanti non superavano le 30 unità).
Noi non siamo disponibili a nessuna strumentalizzazione, da qualunque parte essa venga. Peraltro, continuare ad alimentare un clima di contrapposizione ideologica è l’ultima cosa di cui l’università ha bisogno in questo momento, il modo migliore per non affrontare i problemi e per non mettere mano a un disegno riformatore.
Come ha detto il Prof. Decleva, Presidente della CRUI, «la preoccupazione numero uno è che chi vuole le riforme veramente si trovi schiacciato da un lato dai tagli previsti dal Governo e dall’altro da forme di protesta che hanno altre motivazioni di fondo». «È l’ora di mettersi attorno a un tavolo e discutere nel merito – sottolineo: nel merito – del problema, lasciando alle spalle fatue contrapposizioni ideologiche. Sono convinto che esistano margini per interventi riformatori» (Il Giornale, 21.10.08).
In questo momento di caos, occorre salvaguardare a tutti i costi il diritto dei docenti ad onorare il loro impegno didattico e quello degli studenti a seguire i corsi e a studiare.
Chiediamo che le autorità accademiche, respingendo con chiarezza le posizioni prepotenti di alcuni (studenti o docenti che siano), tutelino la volontà di una maggioranza ben riconoscibile, che desidera continuare a lavorare e affrontare i problemi con strumenti e modalità che rispettino la libertà di tutti. Al ministro Gelmini (glielo abbiamo già detto venerdì) e al Governo chiediamo che si affrontino con urgenza e nel merito i molti problemi sul tappeto, a partire da quelli finanziari.
(Stefano Verzillo - Presidente del CLDS)
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CARI AMICI, HO LETTO L'ARTICOLO, ABBASTANZA CHIARO DA ESSERE COMPRENSIBILE A TUTTI, PURE COLORO CHE SI CELANO DIETRO FALSI MITI, ORMAI DEMODé RISPETTO ALLA DURA E TRISTE REalTà CON CUI SIAMO CHIAMATI A CONFRONTARCI, AL DI Là DELL'IDEOLOGIA POLITICA O DELL'ATTIVISMO. PERSONALMENTE SONO SOLIDALE CON LA POSIZIONE ESPRESSA, IN QUANTO RITENGO CHE SIA UN MALE SOPRATTUTTO PER NOI STUDENTI (CHE PAGHIAMO LE TASSE, PER ESSERE MATERIALISTI , MA CHE SOPRATTUTTO TENIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI)" FARCI SENTIRE" CON DEI MEZZI CHE A MIO PARERE APPAIONO IN PARTE OBSOLETI,E/0 CHE CMQ MAL SI CONCILIANO CON LA CONTINGENZA DEGLI EVENTI. TENEVO PERò A PRECISARE CHE OCCORRE SEMPRE DISTINGUERE QUELLO CHE VUOLE ESSERE UNA PRESA DI POSIZIONE, IN UNA DETERMINATA CIRCOSTANZA, DA UN RIFIUTO E NETTO DISSENSO DA TUTTO CIò CHE STA ACCADENDO IN QUESTI GIORNI, PER CUI NON MI SENTO NEANCHE DI MOSTRARE INTOLLERANZA NEI CONFRONTI DI CHI, NEL RISPETTO DEI DIRITTI ALTRUI (NON DI CERTO CON OCCUPAZIONI), STA CERCANDO E SENTE IL BISOGNO DI FARSI SENTIRE IN ALTRO MODO. COME DIRE : A MALI ESTREMI , ESTREMI RIMEDI. A PRESTO Valentina M.
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