mercoledì 29 ottobre 2008
Il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche di giovedì 23 ottobre non ha votato alcuna forma di sospensione della didattica come invece appare in alcuni quotidiani nazionali. Al contrario, docenti e rappresentanti degli studenti hanno votato all’unanimità una mozione che auspica che «si sensibilizzi maggiormente il corpo studentesco e l’opinione pubblica (...) per evitare che prevalga l’immagine degli atenei come campi di battaglia». L’Università oggi è effettivamente aperta. Vi sono docenti che oggi faranno lezione, ricevimento studenti, esami. Tanti altri l’avrebbero voluto fare, ma non “osano” mettersi contro il volere del preside. Se non sarà possibile svolgere alcuna attività didattica è solo per una decisione presa unicamente dal preside, partito per il Messico, senza il parere del Consiglio di Facoltà, per prevenire, così ha detto, l’intervento violento e antidemocratico di pochi. I soliti pochi che hanno avuto spazio nei servizi delle ultime settimane. Perché? C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando? Negli ultimi due giorni c’è stata una raccolta di firme a Scienze Politiche. Si tratta di una petizione contro qualunque forma di sospensione della didattica, nella speranza che i mezzi di informazione dicano ciò che sta accadendo veramente in università. Risultato: 1025 firme raccolte in due giorni. Ci chiediamo allora: perchè vale di più lo sparuto gruppo di chi vuole interrompere le lezioni? (Si tratta infatti di 18/20 studenti iscritti a questa facoltà: tutti gli altri vengono da fuori). C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando? All’università chi ci pensa? Paradossalmente a fare le spese di questa situazione è proprio l’università. Chi vuole veramente lavorare a una riforma del sistema viene sistematicamente censurato. (Lista aperta Obiettivo Studenti e Unicentro di Scienze Politiche, Milano) All'Università Statale di Milano lezioni ed esami si svolgono regolarmente Rispondi al sondaggio
Il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche di giovedì 23 ottobre non ha votato alcuna forma di sospensione della didattica come invece appare in alcuni quotidiani nazionali. Al contrario, docenti e rappresentanti degli studenti hanno votato all’unanimità una mozione che auspica che «si sensibilizzi maggiormente il corpo studentesco e l’opinione pubblica (...) per evitare che prevalga l’immagine degli atenei come campi di battaglia».
L’Università oggi è effettivamente aperta. Vi sono docenti che oggi faranno lezione, ricevimento studenti, esami. Tanti altri l’avrebbero voluto fare, ma non “osano” mettersi contro il volere del preside. Se non sarà possibile svolgere alcuna attività didattica è solo per una decisione presa unicamente dal preside, partito per il Messico, senza il parere del Consiglio di Facoltà, per prevenire, così ha detto, l’intervento violento e antidemocratico di pochi. I soliti pochi che hanno avuto spazio nei servizi delle ultime settimane. Perché? C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando?
Negli ultimi due giorni c’è stata una raccolta di firme a Scienze Politiche. Si tratta di una petizione contro qualunque forma di sospensione della didattica, nella speranza che i mezzi di informazione dicano ciò che sta accadendo veramente in università. Risultato: 1025 firme raccolte in due giorni. Ci chiediamo allora: perchè vale di più lo sparuto gruppo di chi vuole interrompere le lezioni? (Si tratta infatti di 18/20 studenti iscritti a questa facoltà: tutti gli altri vengono da fuori). C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando?
All’università chi ci pensa? Paradossalmente a fare le spese di questa situazione è proprio l’università. Chi vuole veramente lavorare a una riforma del sistema viene sistematicamente censurato.
(Lista aperta Obiettivo Studenti e Unicentro di Scienze Politiche, Milano)
All'Università Statale di Milano lezioni ed esami si svolgono regolarmente
Rispondi al sondaggio
sembra anche a me che i media vogliano la rivolta studentesca a tutti i costi ingigantendo i numeri dei partecipanti agli scioperi e manifestazioni degli studenti e degli insegnanti. Faccio un esempio concreto di quello che dico: ieri mattina il gazzettino della liguria, rubrica RAI dedicata alle notizie regionali, annunciava con enfasi la manifestazione con assemblea "contro i tagli della riforma Gelmini" alla facoltà di Architettura organizzata da insegnanti e studenti. Bene. Mi risulta che non ci sia stata nessuna manifestazione nè assemblea: gli studenti erano in calsse e gli insegnanti facevano lezione. Delle due l'una: o io non sono bene informato o il giornalista ha fatto disinformazione.
E' possibile che dal 1968 non sia cambiato nulla? In quell'anno ero in II classico in un noto Liceo di Milano: gli alunni frequentanti erano circa 1200 e un'Assemblea "Democratica" di circa 50 persone proclamava l'occupazione della scuola e la relativa manifestazione di "tutti gli studenti". Ora sono probabilmente i figli di quella generazione a comportarsi alla stessa maniera. Giornali e televisioni mostrano una realta distorta ma il Governo pecca assolutamente nella mancanza assoluta di un'opera di informazione.
Per semplice informazione, il volo in Messico di cui si parla è in un periodo di ferie o altro? E l'onere del costo è a carico dell'amministrazione dell'Ateneo o altro? grazie
09/02/2010 - 6.05 Educazione SCUOLA/ La globalizzazione manda in soffitta lo "Stato educatore" a vantaggio delle famiglie
08/02/2010 - 6.06 Educazione INVALSI/ Il bicchiere mezzo pieno della "varianza" tra scuole
05/02/2010 - 6.16 Educazione SCUOLA/ Aprea: il futuro delle superiori dopo il via libera del Consiglio dei Ministri
04/02/2010 - 6.15 Educazione SCUOLA/ I voti come risorsa educativa? Qualche premessa indispensabile
03/02/2010 - 6.06 Educazione SCUOLA/ Classi ponte o classi ghetto: i dati Invalsi danno ragione alla Lega?
02/02/2010 - 6.04 Educazione SCUOLA/ Bocchieri: apprendistato, i vantaggi dell’istruzione obbligatoria e della libertà di scelta
Tutte le Notizie di Educazione
20.18 Curiosità LOTTO/ Lotto, estrazioni di oggi martedì 9/02/2010 su tutte le ruote e numeri vincenti del 10eLotto
20.15 Politics & Society U.S./ Welcome to DC Sen. Scott Brown!
20.09 Curiosità SUPERENALOTTO/ Superenalotto, estrazione di oggi martedì 9/02/2010 concorso 17/2010 con numero jolly e superstar
20.08 Cronaca Calcio: Speziale condannato a 14 anni per omicidio Raciti
20.04 Cronaca Raciti: tribunale minorenni condanna Speziale a 14 anni
20.01 Win for Life WIN FOR LIFE/ Estrazioni del 9 febbraio 2010: il riepilogo dei numeri vincenti (ore 8 - ore 20)