Risultati Champions League / Diretta gol livescore e marcatori. Di Maria cancella Messi, Mitroglou accende il Da Luz (oggi 14 febbraio 2017, ottavi)

Redazione

Risultati Champions League, diretta gol livescore e marcatori: l'andata degli ottavi di finale si apre martedì 14 febbraio con le partite in programma al Da Luz e al Parco dei Principi

Pubblicazione: martedì 14 febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: martedì 14 febbraio 2017, 22.39

Le prime due partite degli ottavi di andata in Champions League sono terminate e, come abbiamo detto, c’è stato il primo grande botto nei risultati: clamoroso ko del Barcellona al Parco dei Principi e qualificazione ai quarti ormai compromessa. Sarebbe la prima volta dopo nove volte consecutive: magari non è il segno di una squadra totalmente da rifondare, ma certamente la batosta subita al Parco dei Principi deve far pensare dalle parti della Catalogna che un ciclo straordinario sia agli sgoccioli, e che forse certe scelte estive non siano state troppo intelligenti. Con il senno di poi è sempre facile parlare, ma alcune avvisaglie c’erano già state nel corso della stagione; dall’altra parte esulta, e non può fare altrimenti, un Psg che non era mai stato così straripante nemmeno con Zlatan Ibrahimovic. Di Maria e Verratti alzano presto bandiera bianca, ma con Lucas e Nkunku in campo non si nota la differenza: i transalpini naturalmente iniziano a concedere qualcosa ma il Barcellona non va oltre un tiro fuori bersaglio di Neymar e un palo di Umtiti sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Se da una parte il discorso qualificazione è segnato (mai dire mai con il Barcellona, ma il campo parla chiaro), dall’altra parte tra Benfica e Borussia Dortmund è tutto ancora in discussione: la partita si apre leggermente nel secondo tempo, il Benfica parte meglio e Mitroglou su un colpo di testa di Luisao si fa prima parare la deviazione da Burki e poi lo infila con il tap-in. Il Borussia Dortmund reagisce alla grande: Reus e Pisczek vengono fermati da Ederson, ma è il 58’ Fejsa commette fallo di mano in area e per Rizzoli è rigore. Dal dischetto naturalmente va Pierre-Emerick Aubameyang ma la sua conclusione è pessima e ancora una volta Ederson para. Il risultato è comunque in equilibrio: il Benfica potrà permettersi di pareggiare al Signal Iduna Park o addirittura di perdere 2-1, ma il Borussia Dortmund avrà le sue chance. Domani si prosegue: è la serata di Real Madrid-Napoli, ma anche quella di Bayern Monaco-Arsenal. 

Al Parco dei Principi succede quello che non ti aspetti: il Paris Saint-Germain estromette il Barcellona dalla Champions League, perchè 4-0 al 71' minuto è una sentenza troppo pesante da ribaltare. I transalpini giocano la partita della vita: Angel Di Maria disegna a giro sul palo alla destra di Ter Stegen, poi Edinson Cavani infila il poker. Il problema per il Barcellona è che non sono tanto i quattro gol: è l'insieme della prestazione, una partita pazzesca da parte del Psg che arriva primo su tutti i palloni e gioca da Barcellona, facendo sembrare i blaugrana dei dilettanti. Arriverà il guizzo dei campioni? Sinceramente è quasi impossibile pensarlo. Intanto è cambiato il risultato anche al Da Luz: Benfica in vantaggio con Kostas Mitroglou, poi il Borussia Dortmund ha sprecato un calcio di rigore con Aubameyang. 

Nulla di fatto al Da Luz, situazione quasi definita al Parco dei Principi: questo il quadro dei primi tempi nelle partite di Champions League. Se in Benfica-Borussia Dortmund non è successo tantissimo (nessuna ammonizione, poche occasioni da segnalare), in Psg-Barcellona i transalpini stanno dominando: è 2-0 in cas contro un Barcellona irriconoscibile, che per la prima volta dal 2007 potrebbe mancare la qualificazione ai quarti di Champions. I gol sono di Angel Di Maria e del nuovo arrivato Julian Draxler: l'argentino segna con una pennellata su calcio di punizione, il tedesco finalizza un'azione che parte da un pallone strappato da Rabiot a Messi e costruito da Verratti che si inventa l'assist per il destro a incrociare del compagno. Paris Saint-Germain scintillante: un gol del Barcellona rimetterebbe tutto il discorso in discussione, ma per quello che si è visto nei primi 45 minuti è molto più probabile che siano i transalpini a segnare ancora, demolendo ancor più le speranze blaugrana. 

Anche il Borussia Dortmund gioca questa sera in Champions League: i gialloneri, campioni nel 1997 e finalisti nel 2013, affrontano il Benfica con il ruolo di outsider del torneo. Thomas Tuchel come già detto ha fatto un ottimo lavoro nel prendere il posto dell’amatissimo Jurgen Klopp: ha riportato il Dortmund al posto che gli compete, ovvero a giocarsi i titoli in Germania e a essere competitivo in Europa. Tuttavia sabato il club della Ruhr è miseramente caduto sul campo del Darmstadt, ultimo in classifica in Bundesliga e che fino a lì aveva ottenuto solo 9 punti in 19 giornate. La squadra allenata da Thorsten Frings (un ex) si è imposta per 2-1; a nulla è valso il gol del momentaneo pareggio firmato da Raphael Guerreiro. Questo Borussia Dortmund è molto giovane: nella partita di sabato in campo c’erano - come titolari - Emre Mor (classe ’97), lo stesso Gerreiro (’93), Eric Durm (’92), Christian Pulisic (’98), Julian Weigl (’95), Matthias Ginter (’94) e Dzenis Burnic (’98); se pensiamo che la “chioccia” del gruppo era Sokratis Papasthatopoulos, che ha 28 anni, si capisce bene come questa squadra abbia un grande futuro davanti a sè ma possa andare incontro a sconfitte del genere, che servono a crescere e maturare. Adesso però al Da Luz, così come al Parco dei Principi, è tempo di giocare: le due partite di Champions League stanno per cominciare e noi diamo subito la parola ai campi. 

Il Barcellona sfida questa sera il Paris Saint-Germain: i blaugrana sono tra le squadre che hanno il palmarès più ricco e nelle ultime edizioni di Champions League sono stati spesso e volentieri dominanti. Luis Enrique però ha dovuto affrontare la crisi del terzo anno: la sua squadra è partita davvero male e di fatto ha consegnato subito il campionato nelle mani del Real Madrid, perdendo due partite nelle prime sette (clamorosa quella al Camp Nou contro l’Alaves) e poi avendo un periodo, tra metà novembre e fine dicembre, in cui ha pareggiato tre partite consecutive (contro Malaga, la bestia nera Real Sociedad e il Real Madrid in casa, facendosi riprendere all’ultimo secondo). Nel nuovo anno però le cose sembrano aver preso un’altra piega: è vero che il Barcellona ha pareggiato in casa del Betis perdendo altro terreno, ma intanto ha raggiunto la finale di Coppa del Re (facendo fuori l’Atletico Madrid) che è la terza consecutiva, e nella Liga ha battuto Athletic Bilbao e Alaves con un totale di nove gol segnati e nessuno subito. Presto per dire se sia la rinascita; va anche valutato come questo gruppo abbia ormai vinto tutto e dunque sia sempre difficile trovare le giuste motivazioni. In Champions League però le cose sono sempre andate bene, dunque Luis Enrique spera di prendersi un’altra finale e magari aumentare il bottino di coppe in bacheca. 

Quando si parla di Benfica e di Champions League non si può fare a meno di pensare alla maledizione di Bela Guttmann. Le Aquile tornano a giocare un ottavo della manifestazione europea e lo fanno contro il Borussia Dortmund; due formazioni nobili che hanno già almeno un titolo in bacheca, che oggi devono accettare di partire in seconda fascia ma sono comunque outsider di tutta credibilità. L’ultima finale giocata dal Benfica in Champions League risale al 1990: al Prater di Vienna i portoghesi furono battuti dal Milan, che vinse la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva grazie ad un gol di Frank Rijkaard. Da allora più nulla: tuttavia il Benfica è tornato a giocare per il titolo in Europa League, due volte consecutive, perdendo sempre (contro il Chelsea e il Siviglia). Che quella lanciata dallo storico allenatore di Eusebio fosse una reale maledizione o meno è marginale; sta di fatto che spesso e volentieri nel mondo dello sport queste storie esistono, e non è un mistero il fatto che la stessa Pantera Nera si fosse recato alla tomba del suo mister, in occasione della finale di Vienna, per pregarlo di liberare il Benfica dal sortilegio. La visita di Eusebio non sortì l’effetto sperato; ancora oggi i lusitani attendono il momento in cui torneranno a vincere un titolo. Che questa edizione della Champions League sia quella giusta? 

Entrando negli ottavi di Champions League 2016-2017, è doveroso dire che la corsa al titolo ancora una volta vivrà del grande interesse per la possibilità che il Real Madrid vinca la seconda coppa consecutiva, dopo il trionfo di San Siro contro l’Atletico Madrid. La doppietta, da quando il torneo ha cambiato formula aprendo alla fase ai gironi, al nuovo nome e all’allargamento dei posti per ciascun Paese, non è riuscita a nessuno: quasi una maledizione, ancora di più se pensiamo che non sono tantissime le squadre che siano state in grado di raggiungere due finali consecutive (l’ultima è stata il Bayern Monaco, che nel 2012 ha perso contro il Chelsea e l’anno seguente ha battuto il Borussia Dortmund). Resta il Milan l’ultima squadra capace di fare doppietta: allenati da Arrigo Sacchi, i rossoneri si imposero nel 1989 (4-0 alla Steaua Bucarest) e nel 1990 (1-0 al Benfica), ma si trattava ancora di Coppa dei Campioni e la formula prevedeva che fosse presente una sola squadra per nazione (naturalmente la vincitrice del proprio campionato) e che tutto il torneo si giocasse a eliminazione diretta, partendo dai sedicesimi di finale. Le partite erano dunque un massimo di 9, contro le 13 di oggi; già questo ovviamente ha alzato l’asticella della difficoltà per le formazioni che sperano di vincere la Champions League. Rivincerla è ancora più complicato. 

La Champions League 2016-2017 vive a partire da oggi i suoi ottavi di finale; come sappiamo le sfide si giocano in andata e ritorno, e sarà così fino alla finale che invece verrà disputata in gara secca (quest’anno al Millennium Stadium di Cardiff). La formula del torneo si è cristallizzata (ma cambierà presto): dal girone escono le prime due che si incrociano agli ottavi secondo lo schema prima contro seconda. La vincitrice del raggruppamento ha il piccolo vantaggio di giocare la partita di ritorno fuori casa; tuttavia sulla formula incidono parecchio due paletti, questo al netto dei limiti già posti nel sorteggio. Il primo: non si possono incontrare squadre che lo abbiano già fatto nel girone. La seconda: i derby tra squadre dello stesso Paese non possono avvenire prima dei quarti. Questo ovviamente, contando che le squadre sono 32 e che agli ottavi le nazioni rappresentate non sono mai tantissime, contribuisce a creare sfide “datate” e già viste: Psg-Barcellona, una delle due della serata, è diventata un classico negli ultimi anni per esempio, ma non è il solo esempio che si possa fare. Staremo comunque a vedere; nel corso della storia della Champions League tante squadre diverse hanno raggiunto la finale e nell’albo d’oro c’è stata parecchia successione, dunque l’alternanza sembra comunque essere garantita. 

Dopo due mesi di pausa torna il grande spettacolo della Champions League 2016-2017: le due settimane che seguono vedranno le squadre impegnate nell’andata degli ottavi di finale. Il tabellone si compone di otto partite; ce ne saranno due al giorno, sempre di martedì e di mercoledì. Possiamo dunque partire da questo 14 febbraio: entrambe le partite vanno in scena alle ore 20:45 che è l’orario ufficiale di inizio, e si tratta di Benfica-Borussia Dortmund e Psg-Barcellona.

Nota a margine: come risaputo, le squadre che giocano l’andata in casa sono quelle che si sono classificate seconde nel girone. Al Da Luz una bella partita tra due squadre che negli ultimi anni hanno cambiato molto; nel Borussia Dortmund ad esempio è rimasto ben poco di quella formazione che nel 2013 arrivò a giocarsi la finale di Wembley. Progetto giovane e ambizioso quello di Thomas Tuchel: alti e bassi sono compresi nel prezzo e questo si vede non soltanto in ambito europeo ma anche e soprattutto in Bundesliga, dove comunque i gialloneri sono ampiamente in corsa per le prime quattro posizioni. 

Il Benfica è in testa al campionato portoghese, dove si gioca il titolo con il Porto in un testa a testa appassionante; le Aquile nelle stagioni precedenti hanno sempre fatto bene in Europa, hanno raggiunto due volte la finale di Europa League senza riuscire a vincerla e adesso si ripresentano in Champions con tutte le intenzioni di arrivare quantomeno ai quarti, e poi giocarsi le loro carte.

Più “nobile” l’altro ottavo del giorno: Psg e Barcellona è una sfida che torna ad infiammare il palcoscenico europeo e nelle ultime stagioni è diventata una sorta di grande classico. I blaugrana hanno sempre avuto la meglio e, reduci dai sei gol segnati all’Alaves (nell’antipasto della finale di Coppa del Re) sembrano aver superato il momento difficile. Forse Luis Enrique non vincerà la terza Liga consecutiva, ma senza ombra di dubbio il suo Barcellona può puntare a quella che sarebbe la quinta Champions League nelle ultime dodici stagioni.

Di fronte una squadra miglioratissima in ambito internazionale, che ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo ma dà ancora la sensazione di dover rincorrere le big. In più il processo di inserimento di Unai Emery ha richiesto del tempo, con tanto di terreno perso in campionato, e alcune cose non sono più automatiche come lo erano. Pure, la sfida resta spettacolare e non scontata, perchè quest’anno come detto il Barcellona ha dato molto meno la sensazione di solidità e imbattibilità di una volta.

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