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DOPING FILIPPO MAGNINI, CHIESTI 8 ANNI DI SQUALIFICA/ Ultime notizie: Guido Porcellini, "lui ha inguaiato me!"

Davide Giancristofaro Alberti

Doping Filippo Magnini, chiesti 8 anni di squalifica, ultime notizie: sospetti rapporti col dottor Porcellini. La Nado usa la mano pesante: a settembre si terrà il processo
Filippo Magnini: chiesti 8 anni di squalifica per doping - LaPresse

Pubblicazione: mercoledì 6 giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: mercoledì 6 giugno 2018, 12.48

Richiesta shock della Procura di Nado Italia per Filippo Magnini: 8 anni di squalifica per doping. Il nuotatore italiano è indagato per aver violato il codice della Wada in cue occasioni. L’indagine è nata dall’inchiesta della Procura di Pesaro che ha coinvolto il medico Guido Porcellino, rinviato a giudizio per il commercio di prodotti dopanti dalla Cina. Il dottore, intervistato da La Gazzetta dello Sport nell’ottobre 2017, ha commentò così il rinvio a giudizio: “Tengo a sottolineare che io non uso farmaci per atleti e sfido qualsiasi sportivo al mondo a dire il contrario. Riguardo le mie conversazioni con Filippo, quante volte tra amici si dice "se prendo questo, lo squarto" o "lo distruggo". Hanno commesso un errore quando, mentre parlavamo di esercizi, hanno interpretato gli stessi come prove di doping”. Sull'aver messo nei guai il noto nuotatore: "Forse è lui che ha messo nei guai me. Prima di conoscerlo facevo un bel mestiere e nessuno si occupava di me, poi sono arrivate le perquisizioni. Perché lui è più popolare e lo dico con amicizia, noi siamo come fratelli". (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DOPING FILIPPO MAGNINI: CHIESTI 8 ANNI DI SQUALIFICA

Otto gli anni di squalifica chiesti per Filippo Magnini, campione italiano di nuoto. L’indagine iniziò lo scorso 30 ottobre, dopo che Re Magno venne interrogato dall’ex procuratore capo di Nado Italia, Alberto Cozzella. Era indagato per aver violato due volte il codice della Wada: consumo di sostanze stupefacenti, e favoreggiamento. «Come mi sento? Normale, normalissimo», disse lo stesso nuotatore dopo l’interrogatorio. Peccato però, che sette mesi dopo, la posizione di Magnini si sia ulteriormente aggravata. L’11 aprile scorso lo sportivo azzurro è stato nuovamente interrogato, questa volta dal nuovo procuratore capo Pierfilippo Laviani, con la conseguenza di una nuova violazione riscontrata: somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata.

GLI STRETTI RAPPORTI CON IL MEDICO PORCELLINI

Le tre violazioni, per la Procura di Nado Italia, valgono 8 anni di squalifica: questo, si legge sull’edizione online de La Gazzetta dello Sport, è stato chiesto nel deferimento emesso nella mattinata di ieri, e già notificato alla Fin e alla società di Magnini. Ora bisognerà attendere il processo, che si terrà non prima del prossimo mese di settembre, e da cui si capirà appunto la posizione di Magnini. L’indagine Nado nacque dall’inchiesta della Procura di Pesaro che ha coinvolto il medico Guido Porcellini, molto vicino al Magno. Il dottore in questione è stato rinviato a giudizio per commercio di prodotti dopanti dalla Cina, e di conseguenza è scattato l’allarme nella Nado, che è andata a controllare i vari contatti fra appunto Porcellini e il nuotatore, scoprendo circostanze per lo meno sospette. Il legale di Magnini, Ruggero Stincardini, ha spiegato: «Prima fateci leggere e capire il deferimento».