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J’ACCUSE/ Tutte le falsità della “mani pulite di Dio” firmata New York Times
J’ACCUSE/ Tutte le falsità della “mani pulite di Dio” firmata New York Times
Mario Mauro

venerdì 9 aprile 2010

Su 400mila sacerdoti e religiosi sparsi in tutto il mondo, in nove anni la Chiesa di Roma si è occupata di 300 casi di pedofilia. Questo dato, probabilmente, fece parlare l’allora cardinal Ratzinger della «sporcizia nella Chiesa» in occasione della via crucis del 2005.

 

A ogni modo, se la realtà è quella descritta sulle pagine di Avvenire del 13 marzo scorso da mons. Scicluna, il pubblico ministero della Congregazione per la Dottrina della Fede, la feroce campagna d’aggressione contro Benedetto XVI riduce di molto la sua pretesa di denuncia.

 

La Chiesa non ha insabbiato nulla, ma lavora instancabilmente per colpire i cosiddetti delicta graviora. L’impressione è che, ai portavoce di quella che si sta venendo a configurare come una vera e propria “mani pulite di Dio”, poco importa degli abusi sui minori. Se davvero l’obiettivo fosse la tutela dell’infanzia e la persecuzione di quell’orrendo crimine qual è la pedofilia, le pagine dei giornali non parlerebbero di sessofobia della Chiesa, di necessaria revisione del celibato dei sacerdoti, né del Vangelo della giustizia - come titola un fondo su Repubblica di Vito Mancuso, che sembra scimmiottare i peggiori editoriali di Travaglio.

 

Se davvero interessa il grave tema degli abusi sui minori, allora, si parli della piaga della pedofilia che, come ha coraggiosamente sostenuto la Cancelliera Merkel, non riguarda soltanto la Chiesa. I politici e le firme di punta siano davvero laici: non dicano alla Chiesa cosa deve fare e non la invitino a dubitare del valore della verginità. Si occupino piuttosto della piaga della pedofilia all’interno della società nel suo complesso.

 

I dati del ministero degli Interni, per esempio, parlano chiaro: nella maggior parte dei casi gli abusi su minori avvengono all’interno delle mura domestiche per opera del compagno o del partner occasionale di uno dei genitori. Gli abusi da parte di sacerdoti e religiosi riguarda, in America come in Italia, meno dell’1% dei casi.

 

Il tema allora è, ancora una volta, la famiglia. Al centro delle preoccupazioni di questi giorni di analisti e commentatori ci sia la condizione in cui versa la famiglia contemporanea. Se viene esaltato qualunque costume e scelta sessuale e, allo stesso tempo, si pretende dalla Chiesa la messa in discussione della verginità, è il tipo di società che proponiamo che presenta qualche problema in materia di sesso.

 

L’ossessivo battere il chiodo su questo tema, da parte del New York Times come di quanti si sono accodati ai suoi columnist, fa sospettare che non sia il Vaticano ad aver bisogno di un sessorcista, come ha suggerito Maureen Dowd al Papa, bensì il contrario.

 

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