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MEETING/ 2. Vittadini: «Basta demiurghi e risse, lo statista non è un divo»
MEETING/ 2. Vittadini: «Basta demiurghi e risse, lo statista non è un divo»
INT.
Giorgio Vittadini

sabato 21 agosto 2010

«Basta demiurghi, tribuni della plebe e cooptazioni. La società italiana finora è riuscita a rigenerarsi indipendentemente dal potere. Ma quanto può reggere con una politica così distante, livida, ideologica?» Eppure Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, mantiene un grumo di ottimismo, perché Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore, come recita il titolo 2010 del Meeting di Rimini di cui è animatore.


Quasi a contraltare dell’anno scorso, l’attesa kermesse ciellina continua a interrogarsi sulla parole di Don Giussani, legando pensiero e attualità, cultura e religione, e più prosaicamente potenti e politici (ogni anno si scruta chi c’è per pesarne lo status nel borsino del potere) in un paese spappolato da un’estate velenosa. «In fondo il cuore, l’uomo è desiderio di cose grandi, accomuna tutti, credenti e non», spiega Vittadini. «E’ la più grande affermazione contro relativista che possediamo. Esiste un punto oggettivo per scorgere la verità indipendentemente da quale essa sia».


Intorno a questo filo si snoda l’edizione 2010. Ci sarà un primo filone di approfondimento, con Stefano Alberto e il Cardinal Scola che tratteranno della natura dell’io come propria di ciascuno, cattolico o no. Un secondo centrato sul dialogo ecumenico e la lettura della Bibbia di Joseph Weiler. Un terzo su testimonianze di vita vissuta: un Indiano di Vancouver, dei ragazzi ugandesi, una ricercatrice sul cancro. In sostanza cos’è il dialogo sulla verità nella ricerca avanzata o nell’Africa di oggi. Infine un quarto filone scientifico, con la mostra sulla matematica e quella sul bene nella scienza.

 

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