GIORNALI/ Il Papa mette in guardia tutti: il male è anche nostro
Alessandro Banfi
venerdì 11 dicembre 2009
«Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso. I mass media tendono a farci sentire sempre "spettatori", come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti "attori" e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri». Le parole del Papa, pronunciate a Roma in Piazza di Spagna per la cerimonia dell’Immacolata martedì scorso, ancora riecheggiano con la loro forza evocativa. È vero, i media intossicano «i cuori, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno, si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono».
Ci voleva davvero il successore di Pietro per ricordare alla società italiana che c’è un inquinamento peggiore di quello atmosferico che incombe sulle nostre città e sul nostro vivere quotidiano. E noi che lavoriamo nei media dovremmo sentirci chiamati in causa da un’analisi così lucida. Una volta c’era un settimanale, Il Sabato, che rappresentava uno spazio di obiezione di coscienza e un esempio di eccellenza giornalistica nel panorama italiano. Oggi non ci sono più le condizioni perché esista qualcosa del genere.
Il caso Noemi-D’Addario, il caso Boffo e poi il caso Marrazzo, per citare solo gli ultimi “titoli” di una stagione di fango, stanno lì a dimostrare quanto le preoccupazioni del Papa siano fondate. Non si tratta solo del fatto che i media non danno mai “buone” notizie. Da che mondo è mondo, il male fa più notizia del bene. Il fatto è che il male può essere guardato in tanti modi. Anzi un giornalismo e una convivenza democratica che occultassero il male, le brutte notizie (come faceva il Fascismo con le veline di Stato e l’Urss con la Pravda e la Tass) farebbero ancor più orrore. E tuttavia il Papa richiama a un dovere morale fondamentale: non si può raccontare il male del mondo accusando qualcuno sempre e solo al di fuori da sé, non si può non avere compassione, rispetto, misura. Non si può essere sempre negativi e rancorosi.
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