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LOVE PARADE/ Giulia, vittima della Massa che vuol decidere il destino della vita
LOVE PARADE/ Giulia, vittima della Massa che vuol decidere il destino della vita
Alessandro Banfi

lunedì 26 luglio 2010

C’era anche una ragazza di Brescia, Giulia Minola, 21 anni, fra i morti della maledetta Love Parade di Duisburg, che sabato scorso ha sconvolto l’Europa. Era arrivata in Germania per partecipare a quello che è stato definito “uno dei pochi riti di massa della nostra epoca”. Nato con le migliori intenzioni vent’anni fa per celebrare la musica techno, secondo le parole del suo ideatore Matthias Roengh, detto il Dr. Motte, che lo definì “una dimostrazione a favore del rispetto, della tolleranza e della comprensione tra i popoli”, oggi è diventato un grande raduno di massa dove ci si può permettere ogni eccesso.

 

Quarantottore fa il panico della folla ha scatenato un incidente orribile dove le vittime sono state calpestate. Un incidente che ha ricordato la tragedia allo stadio dell’Heysel. La folla impazzita e il terrore possono creare una miscela ad alto potenziale esplosivo che distrugge ogni cosa incontri sul suo cammino. La dinamica di questo tipo di cose è antica come antico è il mondo. Già Platone parlava della folla numerosa come di una bestia che rischia di diventare incontrollabile. E dunque nel 2010 si può ancora morire di intruppamento, di ingorgo umano, dove il cervello del singolo è scomparso, dove la persona è annientata e annegata nella massa, nella sua razionalità impazzita. Il potere ama la via facile della folla, e non solo nella sua forma populista, oggi tanto in voga in Italia. Ha ragione, su questo punto, Massimo Cacciari quando richiama la grande lezione di Karl Marx sulla massificazione della società borghese. Un Marx diremmo oggi “illuminato” dalla scuola di Francoforte.

 

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