SCIENZE/ Se la formazione va oltre quelli col "pallino"
Nicola Sabatini
martedì 26 gennaio 2010
Una goccia nel mare. Così potrebbe apparire il contributo che Euresis ha fornito alla stesura del Rapporto di Fine Legislatura della Regione Lombardia, presentato ieri al Pirellone. Ma questa goccia potrebbe avere un peso non secondario nelle scelte riguardanti formazione e ricerca che la prossima legislatura deciderà di mettere in campo.
Il tema – non solo per chi si occupa di scienza - è quanto mai interessante, dibattuto e complesso: favorire la diffusione delle conoscenze e competenze scientifiche o, detto in altri termini, fare crescere le vocazioni scientifiche. Nel mare della complessità di una regione “quasi-Stato” come la Lombardia, che giustamente punta molto innanzitutto sull’innovazione istituzionale e di governance, sul rafforzamento delle infrastrutture, su un nuovo modello di welfare, attuare linee efficaci per quanto riguarda la diffusione della cultura scientifica e per la crescita del sistema accademico e della ricerca scientifica è qualcosa che lascerà certamente traccia negli anni a venire.
Nel contributo di Euresis innanzitutto è innovativo l’approccio: mentre tutti cercano modi per “orientare” le scelte dei maturandi all’atto di iscrizione alle facoltà scientifiche, mettendo in campo veri e propri interventi di marketing a fine percorso, o agevolazioni sulle tasse del primo anno di facoltà come matematica o chimica, si prende in contropiede questa impostazione, centrando l’attenzione sull’intero processo formativo della persona. Come nasce la passione per le scienze? Cosa sta all’origine di un’apertura cordiale e curiosa per il metodo e il contenuto della ricerca scientifica? Cosa significa affrontare percorsi di studio duri, impegnativi e a volte aridi come quelli delle scienze esatte? Rispondere a queste domande fa capire cosa determina la scelta di percorrere questi sentieri e di scommettere su di essi la propria professione.
Bisogna perciò andare all’origine dell’interesse per la scienza, cioè per la spiegazione in termini scientifici della realtà fisica, dell’accadere dei fenomeni. È qualcosa che riguarda lo sviluppo della persona fin dai primi anni di vita e che può essere stimolato e accompagnato durante gli anni della scuola, o depresso e impoverito, fino ad arrivare alla situazione per cui i giovani italiani reputano “noiose” e “troppo difficili” le materie scientifiche, lasciando che alla fine le scelte di impegnarsi in corsi di laurea scientifici siano poche, quelle con il “pallino”.
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