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PAPA/ Camadini: fede, opere, educazione, il “modello” Paolo VI è ancora attuale
PAPA/ Camadini: fede, opere, educazione, il “modello” Paolo VI è ancora attuale
INT.
Giuseppe Camadini

lunedì 9 novembre 2009

Un ricordo appassionato di Paolo VI, il papa del Concilio. Benedetto XVI ha dedicato la sua omelia, celebrata ieri a Brescia in occasione della sua visita pastorale, alla memoria del grande pastore. “La riflessione di Papa Montini sulla Chiesa - ha detto Benedetto XVI - è più che mai attuale”. Papa Ratzinger saluta così il grande frutto spirituale della chiesa bresciana, espressione di un popolo la cui esperienza rimane esemplare per tutti. “Non posso dimenticare - ha detto - specialmente qui a Brescia, i fedeli laici, che in questa terra hanno dimostrato straordinaria vitalità di fede e di opere, nei vari campi dell’apostolato associato e dell’impegno sociale”. Ilsussidiario.net ha parlato della visita di Benedetto XVI con Giuseppe Camadini, fondatore e presidente dell’Istituto Paolo VI.

 

Una visita, quella di Benedetto XVI, all’insegna del ricordo di Paolo VI proprio nella sua città. Come ha accolto questo evento?

 

Per Brescia è stato un evento di eccezionale importanza, sia sotto il profilo ecclesiale che civile e che per questo segnerà la storia della città. E poi un vero e proprio incontro ideale tra due pontefici con personalità assai diverse, per origini nazionali, per formazione, per curriculum ecclesiastico, ma non prive di affinità per comune, acuta sensibilità intellettuale oltre che per vocazione ecclesiale.

 

E dal suo punto di vista prettamente personale?

 

Non posso che sentirmi partecipe dei sentimenti diffusi tra il popolo bresciano. Di gioia spirituale, di stimolo ad operare il bene, a ricercare negli insegnamenti dei due pontefici e della Chiesa spunti di richiamo all’esigenza, innanzitutto, di un recupero di spiritualità nel tempo nostro, proprio quando la fede sembra essere dai più abbandonata. Ma non bisogna essere pessimisti e saper riconoscere in tutto il segno della provvidenza.

 

Che cosa accomuna, dal suo punto di vista, Benedetto XVI a Paolo VI?

 

Montini e Ratzinger sono due grandi intellettuali che si sono confrontati con gli aspetti più problematici del loro tempo. Il tema del relativismo contemporaneo è stato ed è al centro della riflessione di entrambi, ma si è accusato Montini di un cedimento problematico verso gli aspetti più controversi della società moderna. Questa valutazione è errata. La realtà è che Montini ebbe una posizione molto chiara e anche coraggiosa. Il papa dell’Humanae vitae ha saputo andare, restando fedele al Vangelo, anche contro le tendenze prevalenti della società secolarizzata.

 

Come si spiega allora quell’atteggiamento nel quale in molti hanno voluto vedere titubanza o incertezza?

 

Montini aveva una profonda capacità di pensiero critico che utilizzava per sondare i contenuti dei problemi, meditandone tutti gli aspetti, ma poi alla fine ha sempre preso una linea molto determinata. Lo si è visto, senza possibilità di equivoci,  nei momenti conciliari più delicati.

 

Lei è direttore dell’Istituto Paolo VI. Si può dire ultimata la ricerca e la comprensione dell’uomo, del pensatore e del pastore Giovanni Battista Montini?

 

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