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ALITALIA/ Compleanno meno amaro grazie ai tre “soci” di Colaninno
ALITALIA/ Compleanno meno amaro grazie ai tre “soci” di Colaninno
Andrea Giuricin

giovedì 14 gennaio 2010

Un anno è passato dall’avventura della nuova Alitalia. Al fine di comprendere al meglio l’andamento della compagnia aerea nazionale, nata dalle ceneri del vecchio operatore statale fusosi con AirOne, è bene contestualizzare l’analisi.

 

L’anno scorso è stato il più difficile per il mondo aeronautico che ha subito la peggiore crisi di tutta la sua storia. La IATA, l’associazione che raggruppa quasi tutte le compagnie aeree mondiali, ha previsto perdite superiori ai 10 miliardi di euro per il 2009 e prevede solo un leggero miglioramento per il 2010. La crisi economica ha impattato duramente su quasi tutti i vettori aerei che hanno visto ridursi anche del 30% i ricavi per passeggero trasportato.

 

In questo anno di crisi globale non tutti gli operatori hanno sofferto in maniera uguale. Le compagnie più competitive ed efficienti sono addirittura riuscite a fare dei profitti e ad aumentare il numero di passeggeri trasportati.

 

L’anno della crisi è stato caratterizzato da tre fenomeni importanti. Il primo è la caduta del numero di passeggeri che ha caratterizzato tutto il primo semestre e una contemporanea diminuzione dello yield. Il secondo fenomeno che ha caratterizzato il 2009 è certamente la caduta del prezzo del petrolio. Senza questa diminuzione dei costi legati al carburante, molte altre compagnie sarebbero fallite oltre a quelle che hanno dovuto portare i libri in tribunale. Ultimo, ma non meno importante, fenomeno è stato la modificazione del mercato: le alleanze globali sono diventate sempre più strette, i vettori tradizionali si sono fusi - come nel caso British Airways e Iberia - sotto la pressione competitiva delle compagnie low cost.

 

Il mercato italiano si è contratto di circa 4 milioni di passeggeri rispetto al 2008, arrivando a registrare poco più di 102 milioni di passeggeri. La quota di mercato delle compagnie low cost è cresciuta e Ryanair ed Easyjet hanno conquistato rispettivamente circa il 18% e il 9% di tutto il mercato italiano.

 

In questo panorama molto difficile, dove solo un prezzo del petrolio in discesa ha aiutato i bilanci delle compagnie, Alitalia si è ritrovata ad affrontare il suo primo anno di vita. Nei primi due mesi, la compagnia guidata da Rocco Sabelli, ha rischiato davvero molto. Il load factor era inferiore al 50% e solo una politica tariffaria molto aggressiva ha permesso di riconquistare in parte la clientela.

 

I dati complessivi di riempimento degli aeromobili saranno certamente inferiore di 10 punti percentuali rispetto alle compagnie tradizionali e di 15 punti percentuali rispetto agli operatori low cost più importanti. Questa differenza è una delle cause di un primo anno difficile per l’operatore, che vedrà delle perdite operative superiori a 300 milioni di euro. Questo dato del load factor deriva in gran parte da un primo semestre molto difficile, con uno start-up estremamente complicato.

 

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