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CRISI/ Un consiglio a Tremonti per dare più soldi alle famiglie
CRISI/ Un consiglio a Tremonti per dare più soldi alle famiglie
Luigi Campiglio

venerdì 22 gennaio 2010

Nonostante la sua centralità, la famiglia è oggi un soggetto sociale spesso dimenticato oppure considerato come in via di estinzione, nonostante che proprio in Italia la famiglia-impresa che diventa impresa-famiglia abbia rappresentato la chiave del grande miracolo economico italiano, mentre le imprese familiari ancora dominano la scena economica, sia per le piccole come per le grandi imprese. 

 

Sarebbe fatale se tutto ciò non diventasse l’asse centrale della riforma fiscale, le cui caratteristiche desiderabili - che in parte raccolgono stimoli vecchi e nuovi di Tremonti - possono essere così riassunte: semplicità fiscale, in quanto valore di democrazia (e il quoziente familiare è “semplice”, come ben dimostra l’esperienza francese di mezzo secolo), ed equità sia verticale che orizzontale (in particolare a favore di chi non ha “voce” politica, il che significa un’attenzione centrale al sostegno economico dei figli, come in Germania).

 

Inoltre, sussidiarietà e decentramento fiscale (perché libertà e responsabilità si accompagnino, in ambienti urbani sempre più “amici” delle famiglie), dalle imposte sulle persone a quelle sulle “cose”, cioè un riassetto del sistema fiscale che riduca il peso delle (numerose) imposte dirette, bilanciato da un aumento di quelle indirette (nella prospettiva di ridurre l’evasione fiscale e favorire il risparmio per il futuro proprio e dei propri figli), una maggiore valorizzazione delle imposte di scopo, che rendano meglio visibile la relazione fra il “sacrificio” del cittadino e il beneficio che ne deriva (come nel caso della sanità). 

 

Non si può infine dimenticare che i costi di transizione dal vecchio al nuovo, normali per qualunque riforma, potrebbero diventare molto impegnativi per una riforma di questo respiro. Viviamo in un Paese che ha bisogno di riprendere il suo cammino di sviluppo, senza dimenticare la sua storia, con un sistema fiscale pesante, ma soprattutto poco efficiente e troppo spesso ostile. La crisi è un opportunità sia perché consente maggiore innovazione, dando voce ai bisogni delle famiglie, del capitale umano e morale del Paese, e non solo ai suoi interessi forti, sia perché ciò  rappresenta la sola via d’uscita al rischio di un declino incipiente del Paese. 

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