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J’ACCUSE/ Marco Vitale: i nuovi nemici della famiglia? I fanatici del Pil
J’ACCUSE/ Marco Vitale: i nuovi nemici della famiglia? I fanatici del Pil
Marco Vitale

venerdì 29 gennaio 2010

Non mi piace recensire i cattivi libri ma quando i cattivi libri godono di un’eco sproporzionata al loro merito, possono fare grandi danni. Ed allora è doveroso contestarli. Quindi questa mia non è una recensione ma una contestazione. Ma il libro da cui prenderò le mosse è anche un pretesto per sviluppare qualche riflessione su un tema fondamentale, come la famiglia.


Nel 2012 la Chiesa organizzerà a Milano un grande incontro mondiale proprio su La famiglia, il lavoro e la festa. Allora è utile incominciare a prepararsi e riflettere su questi temi fondamentali, anche prendendo le distanze da libri come quello di Alberto Alesina e Andrea Ichino dal titolo: L’Italia fatta in casa (Mondadori, 2009) che ha avuto recensioni e presentazioni entusiaste, mentre a me sembra un libro brutto e confusionario.


Il libro parte da una constatazione condivisibile: la famiglia italiana svolge, al suo interno, delle attività che hanno un preciso valore economico che non viene rilevato né dalla contabilità pubblica né dai conti privati. Quindi tale valore non entra in nessuna misurazione della ricchezza delle famiglie italiane. Quindi le famiglie italiane sono sensibilmente più ricche di quanto appaia.


È questo un fenomeno che avviene in tutti i paesi ed è in parte connesso con i limiti propri del Pil che, da qualche tempo, sono sempre più discussi. Ma esistono dati attendibili, che gli autori utilizzano, che dimostrano che il fenomeno è, in Italia, certamente più marcato, soprattutto rispetto ai paesi anglosassoni e del Nord Europa.

 

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