FIAT/ Marchionne trova in Russia la nuova Termini Imerese
Andrea Giuricin
venerdì 12 febbraio 2010
La firma dell’accordo di joint venture tra la russa Stoller e Fiat è un passo importante per l’azienda torinese. La produzione riguarderà le piattaforme più grandi di Fiat, quelle concernenti i segmenti C, D e SUV. A regime, nel 2016, si prevede una produzione di circa 500 mila veicoli l’anno.
L’entrata nel mercato russo va nella direzione intrapresa ormai da anni dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, di globalizzare l’azienda. La chiusura di Termini Imerse deve essere vista proprio in questa prospettiva. Gli impianti produttivi italiani sono poco competitivi e per troppi anni vi è stato un tacito accordo tra i Governi e Fiat per mantenere l’occupazione in Italia con una politica dell’incentivazione e di sussidi. Questa politica si è rivelata utile in alcuni casi nel breve periodo, ma totalmente fallimentare nel lungo periodo.
Andando indietro nella storia di Fiat e della produzione automobilistica italiana si è visto un continuo declino. Mentre il mercato italiano continuava a crescere dal lato della domanda o rimaneva stabile grazie anche alle politiche d’incentivi alle vendite, gli stabilimenti italiani della casa automobilistica torinese continuavano a produrre sempre meno automobili.
VOTA IL SONDAGGIO: IL GOVERNO DEVE RINNOVARE GLI INCENTIVI AUTO?
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO