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CRISI/ Altro che Grecia, gli Usa rischiano di crollare sotto il debito
CRISI/ Altro che Grecia, gli Usa rischiano di crollare sotto il debito
Mauro Bottarelli

martedì 6 luglio 2010

Nel suo ultimo numero l’Economist dedica la copertina e il suo servizio principale alla cosiddetta “Cyberwar”, ovvero il rischio che i terroristi, oggi, non necessitino più di esplosivo per portare avanti la loro guerra contro il “Grande Satana”: basta internet, bastano i software, bastano hacker in grado di mettere fuori uso centrali elettriche o nucleari, infrastrutture, aeroporti, centri di controllo e, non ultime, le Borse mondiali.

 

L’intelligence Usa sta trattando con grande attenzione la questione e le risorse spese in questa nuova forma di anti-terrorismo sono ingentissime, sia a livello economico che umano: insomma, ciò che ilsussidiario.net aveva scritto lo scorso 4 giugno.

 

Ora, sono però altre le minacce più imminenti per i mercati e le economie mondiali: prima fra tutti il Black Tuesday che si concretizzerà oggi in un crollo generalizzato delle Borse, almeno stando alle analisi dei grafici che ci mostrano - ad esempio - per il Dow Jones un modello di andamento pressoché identico ai crolli della Grande Depressione: la scorsa settimana l’indice ha perso il 4,5% chiudendo a 9686 punti, un livello che concretizza il modello “testa e spalle” che si prefigura con l’indice sotto quota 9800.

 

Già venerdì il dato sul calo degli occupati negli Usa, il peggiore da ottobre, aveva scatenato una serie di vendite di massa che avevano azzoppato i titoli finanziari e industriali trascinando al ribasso l’indice Standard&Poor’s: il quale, stando alle analisi di chi studia i grafici, sta per entrare nella cosiddetta posizione di “death cross”, un modello che pone in relazione incrociandoli il valore medio del 200mo giorno con quello del 50mo di contrattazioni, un chiaro segnale da orso.

 

Per molti il weekend può aver fatto maturare in tanti investitori la decisione di vendere, data anche la mancanza di notizie positive sul fronte finanziario ed economico che fungano da catalizzatore: insomma, la mattina di quest’oggi potrebbe essere da incubo. Tanto più che nonostante ieri Wall Street fosse chiusa, i mercati guardano all’Europa come principale fronte di crisi: l’andamento altalenante, tipico di corsi che non sanno quale direzione prendere per mancanza non solo di indicatori ma soprattutto di fiducia, dell’apertura di contrattazioni di ieri tradiva un nervosismo che neppure l’indice Vix sa registrare.

 

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