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CRISI/ Pelanda: c’è una riforma "tedesca" che farebbe bene all’Italia
CRISI/ Pelanda: c’è una riforma "tedesca" che farebbe bene all’Italia
Carlo Pelanda

lunedì 30 agosto 2010

La ripresa dopo la recessione 2008-2009 resta lenta. Si sperava, in primavera, che la sua accelerazione in America aumentasse di più i volumi della domanda globale e quindi, indirettamente, le nostre esportazioni. Ma l’economia americana è ancora in riparazione e gli stimoli economici dell’Amministrazione Obama sono stati mal indirizzati, non sortendo grandi effetti e ci vorranno un anno o due prima che locomotiva americana corra. Da noi la stagione turistica è andata così e così.

 

In sintesi, il traino esterno e quello stagionale per la crescita italiana non sono così forti da farci sperare di finire l’anno con un incremento del Pil superiore all’1%. E potrebbe essere qualcosa di meno. Da un lato, tale proiezione non deve indurre pessimismo perché comunque la ripresa, lenta che sia, c’è. In particolare, il sistema industriale italiano resta vitale e la crescita quasi a boom della produzione industriale nei mesi scorsi lo dimostra. Dall’altro non è rassicurante l’immagine di un’economia che cresce così poco dopo aver perso ben il 6% del Pil nella crisi. Evidentemente il mercato interno è troppo rigido per fare una buona crescita propria e integrare quella trainata dall’esterno, così rendendoci un po’ meno dipendenti dall’aleatorietà della seconda. Infatti si sta avvicinando il momento in cui non sarà più rimandabile la riconfigurazione sostanziale del modello economico italiano per dargli più capacità di far crescere consumi ed investimenti interni.   

 

I consumi sono stagnanti perché i salari sono troppo bassi e tassati ed i redditi da lavoro indipendente non trovano molte opportunità per moltiplicarsi. Gli investimenti sono meno di quello che potrebbero essere perché disincentivati dalle tasse e dalle regolazioni eccessive, in particolare del mercato del lavoro. Gli investimenti dall’estero sono minimi perché troppe altre nazioni offrono condizioni sistemiche migliori ad un investitore.

 

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