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LA STORIA/ L’imprenditore di Origgio: così la crisi mi ha reso più forte
LA STORIA/ L’imprenditore di Origgio: così la crisi mi ha reso più forte
Gianni Gambarotta

martedì 29 dicembre 2009

Filippo Moscatelli è un imprenditore di 64 anni, proprietario di un’impresa con un fatturato di circa 75 milioni di euro e un utile, nel 2008, di 2,5. In questa azienda si tiene consiglio di amministrazione ogni mattina, alle 6:30, mentre è solo davanti allo specchio intento a farsi la barba. Se lui è d’accordo con quello che decide, allora c’è l’unanimità.

 

In uno di questi quotidiani cda, ha stabilito che la crisi economica rappresenta sì un brutto momento, con molte difficoltà da superare; ma può essere anche un’ottima occasione per crescere, per fare un salto di qualità. E lui ha pensato di cogliere questa opportunità. Il signore allo specchio, ormai perfettamente rasato, ha fatto un cenno d’assenso. E così la strategia è stata delineata: nel 2010 si faranno acquisizioni per 5-20 milioni di euro. E l’azienda arriverà a fatturarne un centinaio, dimensione considerata ottimale.

 

La società di Filippo Moscatelli si chiama Medicair, ha sede a Origgio, nell’Alto Milanese (ma provincia di Varese) e occupa un centinaio di dipendenti diretti. Opera nel settore dei servizi sanitari a domicilio. In poche parole fornisce attrezzature mediche per i malati cronici che, dimessi dagli ospedali, devono continuare a ricevere assistenza domiciliare.

 

In particolare la Medicair segue i pazienti con problemi respiratori che hanno bisogno di bombole d’ossigeno o di altre apparecchiature specifiche. Patologie che, a causa del fumo, degli ambienti di lavoro malsani e dell’inquinamento, sono più diffuse di quanto si pensi. Si occupa anche di chi ha cardiopatie, problemi deambulatori, eccetera.

 

“Il nostro primo compito consiste nello spiegare ai malati, in collaborazione con i medici curanti, a convivere con il loro male, a evitare delle ricadute - spiega Moscatelli -. Abbiamo un centro che monitorizza tutti i pazienti collegati a noi, un call center per seguirli in modo che siano sempre assistiti, riforniti per tempo di quanto occorre”.

 

Chi paga tutto questo? Risponde senza esitare Moscatelli: “Paga pantalone. Nel senso che tutto il materiale che noi forniamo, a partire dalle bombole, viene prescritto dal servizio sanitario nazionale”. Quindi la Medicair ha un unico cliente e un unico pagatore: lo Stato.

 

Situazione difficile, perché tutti sanno dei biblici ritardi del settore pubblico nell’onorare gli impegni finanziari. “In Germania lo Stato paga a 15 giorni, in Francia a 60. In Italia le cose vanno molto peggio - conferma Moscatelli -. La Lombardia paga a 90 giorni, il Lazio a 180. Spesso in varie regioni, soprattutto del Sud, bisogna ricorrere ai decreti ingiuntivi per ricevere quanto è dovuto e, quando si è finalmente pagati, si ottengono anche gli interessi. Nel Nord l’arma dei decreti è meglio non usarla: molte regioni si vendicano, fanno delle ritorsioni”.

 

Quindi con un pagatore così negligente come lo Stato, il settore nel quale opera Moscatelli dovrebbe essere popolato da soggetti in estrema difficoltà, che non riescono a far fronte agli impegni. E in effetti in gran parte è vero. E proprio da qui nascono le opportunità per chi è finanziariamente solido, come la Medicair.

 

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