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ALITALIA/ Al primo compleanno festeggiano solo low cost e concorrenti
ALITALIA/ Al primo compleanno festeggiano solo low cost e concorrenti
Ugo Arrigo

mercoledì 13 gennaio 2010

Il 2009 è stato un anno molto difficile per il trasporto aereo mondiale. La recessione economica ha portato ovunque e in particolare nel Nordamerica, in Europa e nell’estremo Oriente, le tre aree in cui è maggiormente sviluppato, a robuste riduzione nella domanda passeggeri e cargo, nei proventi unitari dei vettori e soprattutto nei loro margini.

 

Anche se non vi sono stati sinora fallimenti tra le grandi compagnie (ma la giapponese Jal sta correndo seri rischi), l’anno sarà ricordato soprattutto per le perdite record che i vettori mondiali hanno complessivamente messo assieme, destinate a ripetersi in misura più contenuta anche nell’anno appena iniziato.

 

Il trasporto aereo in Europa nel 2009

L’Europa non si discosta dallo scenario generale per quanto riguarda i vettori tradizionali: con l’importante eccezione di Lufthansa, le compagnie di bandiera maggiori sono in perdita e tutte hanno subito riduzioni di domanda alle quali hanno fatto fronte contenendo l’offerta e abbassando i prezzi.

 

Nel loro insieme i trenta vettori di bandiera che aderiscono all’associazione europea Aea hanno perso nei primi dieci mesi del 2010 circa il 7% dei passeggeri e il 19% del cargo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ancora in ottobre, nonostante il confronto avvenga con un ottobre 2008 già problematico, il calo rispetto a 12 mesi prima rimane al 3% per i passeggeri e al 12% per le merci. La recessione aerea sembra ancora abbastanza distante dalla conclusione.

 

Vi è però un segmento del business aeronautico europeo che non sembra essere stato colpito granché dalla crisi e che anzi ne ha approfittato per consolidare la sua posizione sul mercato aumentando l’offerta e i traffici: si tratta dei vettori low cost, in particolare quelli di maggiori dimensioni. Ryanair, EasyJet e AirBerlin hanno continuato a chiudere i conti trimestrali con margini industriali di segno positivo e trasportano più passeggeri di quanto facessero prima della crisi.

 

Nei primi dieci mesi del 2009 i vettori low cost hanno complessivamente offerto sulle rotte europee 241 milioni di posti sui 676 totali; nello stesso periodo dell’anno precedente i posti offerti da tutti i vettori erano stati 720, 44 in più, e quelli offerti dai low cost 249, 8 in più. I low cost hanno quindi ridotto complessivamente l’offerta di 8 milioni di posti, ma i vettori tradizionali di 36 milioni e in tal modo i low cost hanno ulteriormente aumentato la quota di mercato che è ora pochi decimali al di sotto del 37%. Tra di essi Ryanair ha usato una strategia aggressiva, dato che ha aumentato i posti offerti del 9%, passando dai 60 milioni dei primi dieci mesi del 2008 ai 65,5 dello stesso periodo del 2009.

 

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