Giustizia malata
Paolo Tosoni
martedì 1 febbraio 2011
Si è appena celebrato il rito nei Tribunali d’Italia dell’apertura dell’anno giudiziario, in cui viene tracciato il bilancio dello stato della giustizia dell’anno passato. Unanime da Roma a Milano e dalle altre sedi la denuncia di una situazione al collasso, con gravi ritardi nella celebrazione dei processi, carenza di fondi, di organici e di strumenti che possano rendere più efficiente il sistema.
Tuttavia, anche se non menzionato espressamente (tranne che nel comunicato diffuso dall’Associazione Nazionale Magistrati), si è colto nelle relazioni dei Presidenti di Corte d’Appello e dei Procuratori Generali della Repubblica che hanno criticato alcune annunciate riforme del Governo, che pesa come un macigno - impedendo un sereno e costruttivo dialogo tra le istituzioni - il conflitto tra i rappresentanti del Parlamento e la Magistratura, che in questi giorni ha toccato livelli di esasperazione elevatissimi.
Il vero problema, dunque, al di là delle analisi e delle statistiche che mostrano - ma non è certo una novità - l’urgenza di riformare il sistema in modo completo e organico, per renderlo adeguato allo sviluppo e ai mutamenti della società, è ripristinare le condizioni affinché si possano attuare le riforme necessarie. L’attuale, perdurante, conflitto tra i poteri, infatti, non lo permette: e ogni riforma introdotta o annunciata nasce già viziata nel suo reale intento e si presta alle più svariate strumentalizzazioni per affermare il proprio interesse di parte.
Inutile soffermarsi ad analizzare dove stanno i torti e le ragioni che, evidentemente, sono in egual misura distribuiti tra i contendenti; ciò che necessita, invece, è riattivare lo strumento che può permettere una reale indipendenza sia del potere politico, sia di quello giudiziario: il filtro tra l’esercizio dei due poteri che, fino all’abolizione dell’art. 68 della Costituzione nel 1993, era rappresentato dall’immunità parlamentare.
È un fatto, tristemente evidente in queste settimane, che la mancanza di tale tutela ha, da quella data, minato gravemente il primato della politica e della funzione legislativa (soprattutto in materia di giustizia) e l’autorevolezza stessa della Magistratura, agli occhi dei cittadini.