ilsussidiario.net | il quodiano approfondito
SCUOLA/ Ecco che cosa non va nell'apprendistato voluto da Sacconi
SCUOLA/ Ecco che cosa non va nell'apprendistato voluto da Sacconi
Marco Campione

mercoledì 27 gennaio 2010

 

Riassumo alcuni possibili provvedimenti solo per punti, visto che ne abbiamo dibattuto spesso anche su queste colonne e non voglio abusare troppo della pazienza di chi ci legge. Dal punto di vista generale occorre smettere di pensare alla scuola come l’unico luogo dove si acquisiscono le competenze e le conoscenze necessarie: ammesso che sia mai stato così, certamente oggi si apprende molto di più (in senso quantitativo) fuori dalla scuola. Smettere di pensare agli 11-13 anni di un ciclo di formazione, come l’unico periodo nel quale si acquisiscono le competenze e le conoscenze necessarie: una bambina che nasce oggi vivrà 100 anni e non si può pensare di mettere tutto ciò che le serve nel suo zaino, pena appesantirlo troppo e per giunta di strumenti che potranno risultarle inutili. Cominciare a pensare che la dispersione scolastica sia un problema del Paese e non dei ragazzi dispersi.

Più nel concreto: 1) rivedere i cicli scolastici, accorciando di un anno il percorso. 2) Abolire la bocciatura e passare ad un sistema di certificazione delle competenze e classi di livello. 3) Dare in capo alle regioni anche l’istruzione professionale. 4) Diffondere capillarmente l’apprendimento “Hands On – Minds On”. 5) Generalizzare percorsi di alternanza scuola-lavoro: generalizzare, ovvero anche per gli studenti che frequentano il liceo.

Come si può vedere, niente di trascendentale o di sconvolgente: basta volerlo.

Copyright © ilSussidiario.net Srl | P.IVA:06859710961