ilsussidiario.net | il quodiano approfondito
SCUOLA/ Formazione docenti, il Regolamento c’è. E adesso?
SCUOLA/ Formazione docenti, il Regolamento c’è. E adesso?
Riccardo Scaglioni

martedì 1 giugno 2010

Il decreto recante il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti è ormai prossimo alla sua emanazione: licenziato dal Consiglio di Stato con parere definitivo favorevole è ora all’esame delle VII Commissioni di Camera e Senato per l’ultimo passaggio prima della firma del ministro. Conseguente a uno dei primi atti di governo del neoministro Gelmini è stato sorpassato da molti atti successivi tanto da lasciare spazio al sospetto che fosse stato dimenticato in qualche cassetto.

 

In realtà di qualcosa, in questi mesi, ci si è dimenticati: forse di un’esperienza, di una storia, di un po’ di studenti che attendono da più di un anno e mezzo una strada per poter diventare insegnanti nella scuola secondaria. Dimenticati anche un bel po’ di docenti esperti nella formazione e nel tirocinio (supervisori di tirocinio e tutor) che dopo essere stati utilizzati intensamente sono stati liquidati senza ulteriori oneri per l’amministrazione e ora corrono il rischio di essere accantonati da una norma che non ne riconosce esplicitamente il valore.

 

Il punto di sintesi raggiunto dal testo regolamentare è frutto di un lungo percorso di elaborazione e bisogna dare atto al consigliere del ministro, Max Bruschi, d’aver lavorato molto e aver mantenuto, malgrado le numerose difficoltà oggettive e le pregiudiziali rilevabili in alcune posizioni espresse nel corso dei lavori, un profilo di apertura al confronto e di disponibilità all’ascolto.

 

Gli uffici ministeriali sono infatti intervenuti accogliendo alcune istanze che hanno reso più equilibrata una norma nata in un clima sostanzialmente ostile a un’esperienza decennale che andava corretta ma anche adeguatamente valorizzata. Più equilibrata, ma per definizione transitoria (“nelle more del complessivo processo di riforma”, art. 1 c. 1): la transitorietà infatti caratterizzò le SSIS e rischia di segnare in modo decisivo anche questa nuova esperienza, come dimostra il corposo corredo dell’art. 15, che riporta un lungo elenco di disposizioni transitorie.

 

Sorprende non poco il fatto che nonostante l’importanza del tema e l’incidenza che esso può avere nel medio e lungo periodo sulla qualità del servizio scolastico, esso goda di scarsissima risonanza: poche le informazioni che circolano, bassa la sensibilità dei media e degli addetti ai lavori, marginale l’interesse del principale soggetto gestore dei processi, l’università, scoraggiante la reattività dei principali interessati alla riforma, dirigenti, insegnanti e studenti.


Altro effetto si sarebbe certamente avuto se per due anni avessero chiuso le iscrizioni alle facoltà di medicina, di giurisprudenza, di ingegneria... non è difficile immaginare cosa sarebbe successo se a essere sospese fossero state le iscrizioni a quei corsi. Quasi nulla è accaduto invece per la sospensione del percorso per i docenti della scuola secondaria.

 

PER CONTINUARE L’ARTICOLO CLICCA >> QUI SOTTO

Copyright © ilSussidiario.net Srl | P.IVA:06859710961