SCUOLA/ A chi piace veramente l’esame delle medie?
Redazione
venerdì 23 luglio 2010
“Gli esami sono difficili anche per i più preparati, perché il più grande somaro al mondo può fare più domande di quante l’uomo più saggio non sappia rispondere” (Charles Caleb Colton)
Con questo aforisma si vuol porre l’attenzione sulla validità e l’obiettività della valutazione durante gli esami, che non sempre rispondente pienamente alla complessità di ciascuno.
Occorre innanzitutto fare un passo indietro e rispolverare la Riforma Gentile del 1923, con la quale venne introdotto il concetto di “obbligo scolastico” fino a 14 anni. La scuola elementare durava cinque anni ed era suddivisa in due periodi: il grado inferiore (1°, 2°, 3° anno di corso) e il grado superiore (4°, 5° anno di corso). Ogni grado si concludeva con un esame: alla fine della terza classe l’esame di compimento inferiore e alla fine della quinta l’esame di compimento superiore. Sono gli esami di scuola elementare regolare. Successivamente si sarebbe dovuto frequentare un “Corso triennale di integramento”. La maggior parte degli alunni abbandonava gli studi dopo aver conseguito la “licenza di terza elementare”.
Alla riforma Gentile seguirono altre riforme fino al 1948, quando la Costituzione confermò l’obbligo fino a 14 anni. Nel 1955 la scuola elementare era di 5 anni suddivisi in due cicli, con esami in seconda e in quinta. Con l’introduzione della Scuola Media Unica, nel 1962, i ragazzi furono obbligati a frequentare la scuola fino a 14 anni. Con la riforma dei programmi del 1979, la scuola media “concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scelta dell’attività successiva”, la cui finalità era quella di rispondere al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun alunno, adeguandosi all’età e alla psicologia di ognuno (nella diversità delle situazioni personali, dei ritmi dello sviluppo psico-fisico e dei livelli di maturazione).
PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA >> QUI SOTTO