ELEZIONI/ Così Fini regola i conti con Berlusconi ancor prima del voto
Antonio Fanna
martedì 16 marzo 2010
Bello scherzo ha giocato Vittorio Feltri a Gianfranco Fini, svelando l’esistenza del progetto Generazione Italia e rovinando al presidente della Camera l’effetto sorpresa. Giocando d’anticipo, in qualche modo Feltri ha anche apposto un marchio di fabbrica sul nuovo prodotto politico: «I pretoriani di Fini».
Il numero uno di Montecitorio ha reagito in silenzio allo «scoop» del Giornale. I suoi scudieri, cioè il gruppo legato alla fondazione Farefuturo, sono caduti dalle nuvole. Eppure questa volta, a differenza di altre, Feltri non ha pubblicato un attacco a freddo: ha dato una notizia che cambierà volto al Pdl.
A Fini il partito unico, così com’è, non piace. Dopo le ultime vicende, non piace più neppure a Berlusconi: le inchieste che coinvolgono uno dei coordinatori nazionali (Verdini), il caos nella presentazione delle liste, i litigi sottostanti, le divergenze sui nomi dei candidati. La «fusione fredda» di Forza Italia e Alleanza nazionale non funziona e dopo il voto bisognerà metterci mano.
In campagna elettorale i leader hanno messo il silenziatore ai guai interni; tuttavia Berlusconi ha annunciato la nascita dei «Promotori della libertà» guidati da Michela Vittoria Brambilla. Uno «zoccolo duro» di fedelissimi pronti a prendere in mano il partito: l’acronimo della nuova componente, Pdl appunto, è assai indicativo.
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