ELEZIONI/ 1. Così il doppio no dei giudici al Pdl scatena la vendetta di Berlusconi
Antonio Fanna
mercoledì 10 marzo 2010
Silvio Berlusconi è tornato a farsi sentire dopo giorni di silenzio pressoché assoluto. Dapprima arrabbiato con i suoi, quindi incredulo davanti alla successione di sentenze tutte sfavorevoli e imbarazzato per il boccone amaro ingoiato al Quirinale, una catena di reazioni che il premier ha affrontato con la bocca cucita. Fino a ieri, quando ha rotto gli indugi convocando i coordinatori del partito. Questa mattina terrà una conferenza stampa con Renata Polverini in cui dovrebbe lanciare la riscossa del centrodestra e per metà marzo ha annunciato una manifestazione nazionale a Roma con tutti i candidati governatori.
Per giorni il Pdl è apparso come un pugile in grave difficoltà sul ring. Pareva che il «decreto interpretativo» fosse il mezzo migliore per togliersi dai guai, grazie anche alla forza con la quale il presidente della Repubblica ha difeso il provvedimento, la cui forma lo stesso Giorgio Napolitano aveva sollecitato. Invece quel testo si è dimostrato poco utile. A Milano la lista Formigoni è stata riammessa dal Tar accogliendo un’istanza presentata prima della pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. A Roma il Tar ha apertamente disatteso l’auspicio del Colle dichiarando che in materia elettorale fa testo la legge della regione Lazio. E ieri l’ufficio elettorale di Roma ha respinto le liste Pdl presentate lunedì secondo l’interpretazione estensiva del decreto perché «incomplete».
La via d’uscita è diventata, per il centrodestra, un vicolo sempre più stretto. Fino a ieri, quando l’alternativa è apparsa netta: o proseguire sul sentiero dei ricorsi e controricorsi giudiziari, un cammino stretto e scivoloso che bisogna comunque percorrere, oppure puntare tutto sulla strada maestra della politica. L’ultimo dilemma era vincere la tentazione riemergente di rinviare il voto nel Lazio. Ma uno slittamento avrebbe provocato ulteriore confusione tra gli elettori del centrodestra. E i sondaggi già dicono che il Pdl deve mettersi al lavoro per recuperare il calo di consensi degli ultimi giorni.
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