RITORNO AD ABBEY ROAD/ 13. L'amicizia si sgretola, l'avventura dei Beatles finisce... "Let It Be"
Walter Gatti
sabato 23 gennaio 2010
Le tre date esplosive della storia finale dei Beatles sono il 6 marzo, il 10 aprile e l’8 maggio del 1970. La prima è il giorno dell’uscita del nuovo stupendo ’45 giri dei quattro di Liverpool, "Let it be", una sorpresa dopo la recente uscita sul mercato di "Abbey Road". La seconda data coincide con la dichiarazione di Paul McCartney «sono uscito dai Beatles», frase contenuta poi in un’intervista pubblicata all’interno del primo disco solista di Paul, McCartney. L’8 maggio, invece, è il giorno della pubblicazione di quello che diventerà l’ultimo ‘33 giri della band, Let it be. La corsa della band di Lennon, McCartney, Ringo e Harrison termina qui.
Tre date esplosive, si diceva. Anticipate però da una giornata fredda e luminosa di fine gennaio del ’69 vissuta sopra a un tetto.
La sede della Apple records si trovava al 3 di Savile Row, al centro di Londra, a due passi da Regent street e Piccadilly circus. Un palazzo di sei piani di scale, uffici, un solo ascensore, un tetto agibile, antenne, lucernai. Uffici e studi Apple erano qui. Nell’autunno del 1968 i Beatles e George Martin avevano dato il via al “progetto Get Back”, un’idea di rinascita che in buona sostanza prevedeva l’uscita di un disco dei baronetti e di un film sulla gestazione dello stesso. "Get Back" era un titolo programmatico: «È vero che litighiamo ogni giorni, che non ci sopportiamo più, che tutto sta per scoppiare, ma allora dimostriamo a noi stessi e al mondo che possiamo tornare indietro, tornare agli inizi, ai giorni del beat, della gioia, dei fiori e dei sorrisi».
Obiettivo condiviso, ma difficilissimo da realizzare. La band prova prima a dargli corpo trasferendosi in uno studio cinematografico di Twickenham, ma qui (nei primissimi giorni di gennaio) esplodono gli screzi: Lennon litiga con tutti e ci dà dentro con l’eroina, McCartney vuole imporre la propria leadership (celebre il siparietto in cui spiega a George come suonare una parte ritmica), Harrison si sente frustrato perché considerato musicista di seconda fila, Ringo trattato come sempre come un simpaticone di poche qualità e di molto alcool in corpo. Si cerca un’alternativa abbandonando Twickenham e rifugiandosi negli studi della Apple, ma è a McCartney che viene l’idea: video-registriamoci sul tetto.
La data del “ritorno agli inizi” coincide così con il 30 gennaio 1969. I Beatles - con l’aggiunta di Billy Preston alle tastiere - vanno sul tetto della sede Apple giusto all’ora di pranzo e «improvvisamente tutto tornò come prima», come disse George Martin. Rimasero là in cima finchè un gruppo di policemen fece sospendere l’esibizione, di fronte agli occhi sorpresi ed estasiati di una piccola folla lì radunata. In tutto interpretarono cinque canzoni: Get back, Don’t let me down, I’ve got a feeling, Dig a pony e One after 909, tra cui le prime tre vennero ripetute tre volte. Solo tre di queste canzoni (Dig a Pony, I've Got a Feeling e One After 909) appaiono sull’album nella versione registrata sul tetto (una trovata, quella di suonare tra antenne e camini, ripresa poi da molti, in primis gli U2).
CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO