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AREA/ Demetrio Stratos, dove la voce non si era mai spinta
AREA/ Demetrio Stratos, dove la voce non si era mai spinta
Walter Gatti

venerdì 29 gennaio 2010

Quante sono le rockband italiane conosciute ovunque? Pochissime. Tra queste, sicuramente, gli Area. Inutile provare a definire il loro genere e i loro percorsi, perché si deve chiamare in causa il jazz, il rock, il progressive, la world music (che allora non esisteva neppure come definizione), l’avanguardia, la pura sperimentazione, la canzone politica.

In questi giorni un concerto “a sorpresa” vedrà parte degli Area ancora insieme sul palco: Ares Tavolazzi (basso), Paolo Tofani (chitarre) e Patrizio Fariselli (tastiere) saranno infatti i protagonisti al ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, a due passi da Bologna, di "Stratosferico", una due giorni dedicata all’esperienza artistica di Demetrio Stratos (scomparso nel 1979 a New York) e degli Area, ricordando in questo percorso anche Giulio Capiozzo, drummer della formazione, deceduto nel 2000.

Sarà un concerto… strano: una band senza il suo elemento simbolico. Eppure per tutti coloro che hanno amato gli Area, sarà un evento emozionante, una sfida a cui Tavolazzi, Fariselli e Tofani (che ricordo protagonista al parco Lambro ’76, con il suo esperimento di “caos popolare": un sintetizzatore offerto all’utilizzo di tutto il pubblico; Tofani ora vive in una grande comunità buddista in Toscana) si sono offerti con coraggio.

Uno dei più acuti studiosi delle attività di Stratos è Francesco Avanzini, medico e studioso di fonetica, cinquantaduenne emiliano, uno dei massimi ricercatori delle problematiche cliniche connesse al canto, tra gli esperti coinvolti lo scorso anno nel progetto cinematografico "La voce Stratos", il lungometraggio di D’Onofrio e Affatato uscito per ricordare i 30 anni dalla scomparsa del cantante. Con Avanzini abbiamo dialogato su questa straordinaria reunion degli Area e sull’eredità lasciata da Demetrio.

Nei prossimi giorni gli Area si ricostituiranno per un doppio concerto in ricordo di Demetrio Stratos, il cantante e sperimentatore scomparso nel 1979. Un concerto decisamente molto atteso: a suo parere gli Area sono stati la band più significativa della storia della pop music italiana?

Indubbiamente gli Area costituiscono un esempio unico e, direi, ineguagliato nel panorama della musica contemporanea italiana tout court. Infatti anche l’etichetta di progressive, sebbene pertinente, mi pare non esaurisca tutta la potenza innovativa del gruppo, la valenza internazionale delle sue composizioni ed esecuzioni e il fatto che, da quel laboratorio, siano usciti progetti più articolati in campo artistico.

Nel bene e nel male la produzione di questa formazione si è legata - con dischi come "Arbeit macht frei", "Caution radiation Area" e "Maledetti" - a una stagione culturale in cui la chiave politica era padrona di ogni espressione artistica. A suo parere l’ esperienza Area come può essere letta oggi? Ha ancora “contemporaneità”?

 

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