JAZZ/ Dizzy Gillespie alla conquista di Roma a bordo di una Vespa
Redazione
mercoledì 3 febbraio 2010
Tutti i giovani hanno i loro idoli, nel calcio come nella musica. Anch'io scoprii di averne in gioventù quando le truppe americane entrarono in Italia e mi innamorai del Jazz. Formai così una band dixieland con i miei amici e iniziai a dedicarmi completamente a questa musica. Pian piano scoprii che oltre alle bande di New Orleans c'erano anche musicisti che si esprimevano in maniera completamente diversa.
Mi entusiasmò da subito uno strano personaggio che suonava una tromba particolare con la campana rialzata. Si chiamava Dizzy Gillespie. Era dotato di una tecnica funambolica, ma non solo. Aveva un gusto particolare nel modificare i temi dei classicissimi standard, tanto da renderli irriconoscibili ai più. Più tardi venni a sapere che era uno dei padri del Be Bop.
Stiamo parlando dei lontani anni Cinquanta, tempi in cui quando un artista americano veniva in città per un concerto il gruppo degli appassionati si radunava in stazione o all'areoporto. Alcuni di noi addirittura mettevano in piedi un complesso in modo da accogliere "degnamente" il gradito ospite.
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