SCENARIO/ Zanon: c’è un modo per salvare Berlusconi e cambiare la giustizia
venerdì 20 novembre 2009
La maggioranza di governo, divisa dalla rivalità tra Fini e Berlusconi, annaspa alla ricerca di una soluzione unitaria che salvi il capo del governo dai processi incombenti. Il silenzio di Berlusconi degli ultimi giorni è stato interrotto l’altri ieri, quando, in risposta a Schifani che esortava la maggioranza a ritrovare unità perché una maggioranza inesistente non è legittimata a governare e deve ripresentarsi davanti agli elettori, ha detto di non aver mai pensato a elezioni. Dunque il lavoro continua. E i problemi su di una soluzione condivisa in tema di giustizia, anche. Ilsussidiario.net ne ha parlato con il costituzionalista Nicolò Zanon.
Nella maggioranza si è tornati a parlare dell’ipotesi di uno scudo costituzionale da far marciare in parallelo a una rivisitazione del processo breve. Dobbiamo aspettarci qualcosa di positivo secondo lei?
Premessa: un intervento generale sui processi la cui occasio legis fossero i processi a Berlusconi forse non è stata la cosa migliore. Ma se l’obiettivo è quello di consentire al presidente del Consiglio di fare il suo lavoro per il tempo necessario, è più sensato fare uno scudo costituzionale, ripresentando con legge costituzionale il lodo Alfano, oppure introducendolo con un ddl costituzionale.
Cosa comporta un’operazione così tratteggiata?
L’approvazione contestuale, o la marcia in parallelo, di una norma transitoria fatta con legge ordinaria, da approvare velocemente, che blocchi i procedimenti a carico delle quattro alte cariche dello Stato. Fatta nelle more dell’approvazione dello scudo costituzionale potrebbe addirittura superare i vizi di incostituzionalità. Rimarrebbe il problema politico.
Il consenso dell’opposizione, vien da pensare.
Sì. Non ci sarebbe da stupirsi se di fronte ad un progetto di questo tipo l’opposizione rispondesse che non può essere lei a risolvere i problemi di Berlusconi. Dunque addio ai due terzi che servono per la legge costituzionale, e via dritti al referendum. Ma il centrodestra non può permettersi di non prendere in considerazione uno scenario che contempla il referendum e la “battaglia” civile che esso richiede.
L’ipotesi di un nuovo lodo Alfano via legge costituzionale avrebbe il vantaggio di essere di ampio respiro e potrebbe incontrare il favore anche dell’altra parte politica, o no?
Credo di no. Probabilmente l’unica possibilità per ottenere i due terzi è inserire questo scudo costituzionale all’interno di un progetto di riforma che tenga conto della “bozza Violante”, cioè di un disegno di riforma complessivo ben congegnato nelle sue parti.
Può riassumerne i tratti essenziali, per capirci?
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