BERLUSCONI/ 1. Sansonetti: il clima di violenza ideologica è anche colpa di noi giornalisti
martedì 15 dicembre 2009
L’immagine di Silvio Berlusconi, colpito al volto da un folle al termine di una manifestazione in Piazza del Duomo a Milano, ha fatto il giro del mondo e ha interrogato il Paese. Le forze politiche e i giornali hanno reagito in modo compatto, salvo clamorose defezioni, condannando il gesto e tutto ciò che lo ha favorito. Com’è stato possibile? Quale clima stiamo respirando, anche se forse non ce ne rendiamo conto? A queste domande ha provato a rispondere il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti.
Direttore, si aspettava un gesto come quello di Massimo Tartaglia?
Da molto tempo la violenza fisica non faceva irruzione nella politica, forse ci eravamo dimenticati di lei. Il clima in questi anni è diventato irrespirabile a causa di una battaglia politica senza fine e senza contenuti, portata avanti da due schieramenti simili alle curve di uno stadio. Probabilmente un episodio del genere si poteva mettere in preventivo, purtroppo nessuno lo ha fatto.
Quali sono le cause di questo clima irrespirabile, di questa ostilità ideologica?
Non è in corso la battaglia tra due ideologie, ma tra due squadroni che fanno riferimento più o meno agli stessi gruppi sociali e alla stessa concezione della politica. Non si stanno contrapponendo ceti sociali diversi o le grande idee che in passato si sono affrontate su temi come l’aborto o il divorzio. Forse proprio perché non c’è battaglia politica vera si raggiungono livelli di scontro così aspri.
C’è chi parla di un possibile ritorno al clima degli anni Settanta, con tutti i pericoli che questo porta con se. È d’accordo?
Eviterei questi confronti, perché le differenze tra l’Italia di oggi e quella scossa dallo scontro armato e dal terrorismo sono abissali. Continua...