GIORNALI/ Sallusti (Il Giornale): Abbiamo sbagliato tutti...
venerdì 18 dicembre 2009
L’aggressione di domenica scorsa al Presidente del Consiglio ha interrogato il mondo politico e quello dell’informazione. Sembra necessaria una responsabilità maggiore da parte di tutti “prevenendo ogni impulso e spirale di violenza” come ha detto il Presidente della Repubblica, per tornare al più presto alle questioni fondamentali del Paese. Alessandro Sallusti, condirettore de Il Giornale, analizza il quadro politico e i suoi principali cambiamenti, alla luce di questo episodio.
I timidi segnali di disgelo che hanno seguito l’aggressione a Berlusconi possono segnare un primo inizio di discontinuità rispetto al clima di odio che abbiamo vissuto negli ultimi mesi?
In queste ore vedo molta ambiguità più che dei segnali di distensione. Mi auguro però di vederne presto in modo da scongiurare altri episodi di violenza.
Secondo lei il mondo dell’informazione avrebbe potuto far qualcosa per non esasperare il clima? Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una sorta di guerra tra le principali testate…
È vero, è in atto una guerra, il Presidente del Consiglio in questi mesi è stato accusato di essere un dittatore, un pedofilo e infine un capomafia. In questo modo si incendia il Paese. Gli stessi che appiccano il fuoco però non possono fingersi pompieri, pretendendo che chi viene attaccato con il bazzoka risponda con le fionda.
Chi può fare un primo passo per porre fine a questa clima di scontro? Quale autocritica si sente di fare?
I giornali sono un’opera imperfetta di natura, perché i tempi, gli spazi a loro disposizione e le semplificazioni di cui hanno bisogno li rendono imperfetti. Tutti i giornali, compreso il mio, ogni giorno sbagliano: a volte bisognerebbe essere più prudenti, altre volte bisognerebbe accertare meglio alcuni dettagli. Quello che posso dire è che nella sostanza delle notizie affrontate e nelle posizioni che abbiamo preso però non ho grandi ripensamenti. Di certo continueremo a denunciare le ambiguità della politica perché lo ritengo un servizio ai cittadini.
Nel centrodestra Fini è stato spesso accusato di ambiguità verso il premier e il Pdl. Il grave episodio di Piazza Duomo nella sostanza ha riavvicinato le loro posizioni?
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