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SCENARIO/ Bersani spalle al muro: Berlusconi o Di Pietro?
SCENARIO/ Bersani spalle al muro: Berlusconi o Di Pietro?
Peppino Caldarola

mercoledì 30 dicembre 2009

Il Pd rischia di sprecare l’occasione Bersani. Il nuovo segretario si è presentato sulla scena della politica nazionale rovesciando lo schema dei suoi predecessori. Fine dell’antiberlusconismo di maniera, primato delle questioni sociali, dialogo sulle riforme istituzionali, valorizzazione delle alleanze.

Dopo l’attentato a Berlusconi, Bersani, scegliendo di andare subito in visita al premier, aveva lanciato un messaggio forte di distensione e di collaborazione. Ma da lì sono partiti i suoi guai.
La minoranza interna che fa capo a Veltroni e Franceschini ha gridato all’inciucio, spalleggiata da Di Pietro e dal gruppo “Repubblica”. Il tiro si è rivolto soprattutto contro Massimo D’Alema considerato l’antesignano del dialogo con il Cavaliere. È stato un fuoco di sbarramento concentrico che ha guadagnato alla causa radical anche Rosi Bindi che si è staccata dal segretario e sembra puntare a prendere la guida dell’opposizione interna.

Altri guai vengono a Bersani dalle candidature regionali. Lazio e Puglia danno il tormentone al capo del Pd. Se nel Lazio la partita sembra persa dopo l’annuncio della candidatura di Renata Polverini e la reticenza di Nicola Zingaretti a sfidarla, in Puglia siamo al dramma. Il paradosso pugliese sta nel fatto che i due contendenti sono abbastanza simili. Vendola e Emiliano sono due populisti che hanno fatto della antipolitica la loro bandiera.

 

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