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REPORT/ Polito: Feltri e Gabanelli uguali, i dossier "politici" contro la democrazia
REPORT/ Polito: Feltri e Gabanelli uguali, i dossier "politici" contro la democrazia
INT.
Antonio Polito

martedì 19 ottobre 2010

«Il fatto che i poteri forti dello Stato utilizzino i mezzi di comunicazione per far filtrare dei dossier ad personam è un fatto molto grave». Si dice preoccupato Antonio Polito, direttore responsabile del Riformista, intervistato da Ilsussidiario.net sulle campagne giornalistiche, orchestrate da destra come da sinistra, che da ormai un anno stanno surriscaldando il clima politico. L’ultimo caso in ordine di tempo è stato quello di Report, il programma condotto da Milena Gabanelli, che ha acceso i riflettori sulla casa ad Antigua del premier Silvio Berlusconi. Un vicenda che, in ordine di tempo, ha seguito la campagna de Il Giornale contro Gianfranco Fini, il presunto dossier contro Emma Marcegaglia, il caso Boffo e l’affaire D’Addario.


Direttore Polito, dove sta la differenza tra una vera inchiesta giornalistica e il cosiddetto dossieraggio?


La differenza non sta nel modo con cui è condotta l’inchiesta, ma nel suo fine. Se il giornalista è il cane da guardia dell’opinione pubblica, deve indagare su tutti i potenti. Se invece è il cane da guardia che difende un padrone, indaga solo sui nemici del padrone. Usa cioè l’inchiesta come un’arma politica, e non fa del buon giornalismo ma mette a segno delle vendette. E questo anche se magari lo fa realizzando delle inchieste giornalisticamente valide.
 

Che cosa trova che sia più grave in questa deriva verso i dossier ad personam?

 

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