SCENARIO/ 1. Pansa: benvenuti nella Terza Repubblica, dove tutto è uguale a prima
giovedì 1 aprile 2010
Nel suo nuovo libro, I cari estinti, Giampaolo Pansa racconta la storia della Prima repubblica, proprio quella che ora in molti vagheggiano all’insegna del «si stava meglio quando si stava peggio». Pansa, da «orfano» e «reduce» come dice di se stesso, non dà una risposta alla domanda se fosse meglio la Prima o la Seconda, ma la lascia al lettore. Il confronto con l’oggi è inevitabile, soprattutto dopo che l’affermazione della Lega a queste ultime elezioni rappresenta il vero battesimo - ha scritto Pansa su Libero - della Terza repubblica.
Pansa, lei stesso ne I cari estinti dice che non intende rispondere alla domanda se sia meglio la Prima o la Seconda repubblica. Come spiega però la nostalgia diffusa per l’Italia pre-Tangentopoli?
Quando uno scrive o parla di politica, specialmente condizionato da un periodo in cui era più giovane, la nostalgia è un sentimento inevitabile. Credo però che il vero motivo venga dal constatare lo stato miserando in cui si trova la politica degli anni che stiamo vivendo. Vede, è da un po’ che pensavo di scrivere questo libro, perché frequentando la gente del piccolo paese dove vivo è più facile avere contatti con gli italiani «senza potere», come li chiamo io per distinguerli da quelli di cui avevo la percezione lavorando nei grandi giornali. E sono quegli italiani che alle ultime elezioni hanno aumentato l’astensionismo.
Perché la gente non è andata a votare?
Perché è stanca di questa politica. Non è che la gente non va a votare perché va al mare, per usare un’immagine di craxiana memoria. No, se ne sta a casa dal seggio e basta. È stanca della politica che viene trasmessa tutti i giorni da giornali e tv.
Nel suo editoriale di ieri su Libero ha scritto che con queste elezioni, vinte dalla Lega, nasce la Terza repubblica. All’insegna del federalismo. La Lega sarà così forte da pensionare Berlusconi?
No. Berlusconi ha un legame talmente forte con la Lega che ormai vivono in simbiosi. Si sono come incatenati e sono legati dallo stesso destino politico, perché fatalmente il Pdl senza la Lega non ha la maggioranza e rischia di sfasciarsi. Bossi e Berlusconi devono fare le riforme per sopravvivere. D’altra parte la Lega da sola cosa può fare? Mettersi d’accordo con il Pd, o con Di Pietro? Gli elettori non la voterebbero. No, non sarà la Lega a mandare in pensione il Cavaliere.
Anni fa D’Alema disse che la Lega era una costola della sinistra.
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