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SCENARIO/ Panebianco: voto in marzo? Con il "porcellum" sarà caos...
SCENARIO/ Panebianco: voto in marzo? Con il "porcellum" sarà caos...
INT.
Angelo Panebianco

mercoledì 1 settembre 2010

Si è tornati a parlare di legge elettorale. La rottura tra Berlusconi e Fini, il venir meno della maggioranza coesa votata dagli elettori nel 2008, l’eventuale scioglimento delle Camere da parte del Capo dello Stato, la ricerca di soluzioni alternative, le mosse di D’Alema e dei centristi, sono gli ingredienti di uno scenario eccezionalmente mutevole e difficile da decifrare. Il sussidiario ne ha parlato con Angelo Panebianco, politologo ed editorialista del Corriere, che sul quotidiano di via Solferino, sabato scorso, ha firmato un manifesto per l’uninominale.

 

Professore, si è riaperto il problema di una riforma del sistema elettorale. Perché?

 

La ragione è semplice: le divisioni dentro la maggioranza fanno sperare a qualcuno che si possa arrivare ad una caduta del governo Berlusconi. Poiché l’opposizione non vuole andare alle elezioni subito, pensa ad un qualche governo, di emergenza o «tecnico», che faccia una riforma elettorale in grado di consentire all’opposizione - in particolare il Pd - di tenere agganciate da un lato le forze alla sua sinistra, Vendola per intenderci, dall’altro l’Udc. D’Alema lo ha detto in modo chiaro: vuole un sistema proporzionale con soglia di sbarramento per creare un’alleanza di centrosinistra in grado di spodestare Berlusconi.

 

È l’eterna riproposizione di un sistema proporzionale alla tedesca.

 

E sarebbe un passo indietro, perché il sistema elettorale maggioritario misto - per due terzi maggioritario e per un terzo proporzionale - che adottammo nel ’93 e, nonostante tutto, anche il sistema elettorale successivo, cioè il “porcellum” di Calderoli del 2005, almeno una cosa l’hanno data: il fatto che i cittadini scelgono uno schieramento e se esso vince, governa. Non da ultimo, il bipolarismo legato a tali sistemi ha consentito l’alternanza.

 

Lei è tra i firmatari di un appello per l’uninominale puro: quali sarebbero i vantaggi?

 

Sono convinto che il sistema attuale abbia gravi problemi. Intanto ne ha uno tecnico: essendo calcolato su base regionale il meccanismo distributore dei seggi crea una differenza nel sistema elettorale della Camera e in quello del Senato che facilita maggioranze diverse. È vero che questo potrebbe verificarsi anche con un altro sistema elettorale, perché l’elettore ha due voti e può decidere di votare in modo diverso per Senato e Camera. Nessun sistema elettorale scongiura questo fatto, ma il “porcellum” lo rende ancora più probabile. Questo fa sì che questo sistema elettorale non dia garanzie solide sulla governabilità.

 

Al tempo stesso, come fanno i sistemi proporzionali senza preferenza, implica liste bloccate.

 

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