RETROSCENA M5S/ Gli affari della Casaleggio Associati dietro il blitz europeo

INT. Mauro Suttora

In serata Alde (Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa) dice no all'accordo con M5s. La giravolta di Grillo finisce in farsa. Il commento di MAURO SUTTORA

RETROSCENA M5S/ Gli affari della Casaleggio Associati dietro il blitz europeo Beppe Grillo (LaPresse)

Pubblicazione: martedì 10 gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: martedì 10 gennaio 2017, 15.52

Mille euro al mese, un'inezia rispetto ai 2.500 euro al mese versati dai deputati italiani, anche se in proporzione i più penalizzati restano i consiglieri regionali.

 

Tutto rendicontato.

Con autodichiarazioni rese sulla fiducia. 

 

M5s non era un movimento di opposizione all'establishment? Che cosa succede?

Succede che M5s si iscrive perfettamente nella tradizione trasformista dei politici italiani, Da Depretis e Mussolini fino a Scilipoti. La comica è che sono andati a scegliere il partito più lontano dalle loro vecchie posizioni, perché i liberali sono i più europeisti di tutti. 

 

Però ieri mattina il voto ha ratificato l'accordo. Su 135mila hanno votato in 40mila e il 78 per cento ha detto sì, pari a quasi 32mila votanti.

La cosa sorprendente è che i media continuino a prendere per buoni questi voti, fatti sul server privato di una società commerciale e certificati — si fa per dire — sulla base di semplici autodichiarazioni. E poi votare senza un minimo di preavviso, su. Gli antichi greci, ai quali dobbiamo l'abc della democrazia, davano in minimo di tempo all'agorà prima di esprimersi. 

 

La nuova amministrazione Usa potrebbe per la prima volta "sfiduciare" la moneta unica. Non crede che la repentina svolta europeista di Grillo si spieghi con la necessità di sorreggere il sistema nel momento in cui questo potrebbe seriamente vacillare? Vorrebbe dire che M5s dietro le quinte obbedisce a qualcun altro. Ma forse è un'ipotesi troppo ardita.

Invece ha un senso: la giravolta è così grande che deve esserci qualche motivo molto serio. Intanto, i fatti parlano chiaro: Borrelli è lui stesso un tecnico informatico, come quasi tutti i dirigenti grillini, e soprattutto è il braccio destro di Davide Casaleggio, al quale, forse, interessano soprattutto i "meccanismi di democrazia diretta" e l'agenda digitale citati nella bozza di accordo con Alde. Non è un caso che i verdi si siano opposti innanzitutto perché sospettosi della struttura "proprietaria" di M5s.

 

Ora il Movimento di Grillo sarà penalizzato anche in Italia?

Sì, perché chi è contro l'euro voterà Lega e non più Grillo, mentre chi è a favore ne ricaverà un'impressione di inaffidabilità. Gli uni e gli altri rifletteranno una volta di più sul fatto che il referendum sull'euro era solo una patacca rifilata da Casaleggio e Grillo agli ignari attivisti che raccoglievano le firme.

 

Cosa dobbiamo aspettarci?

Di tutto.

 

Fratture all'interno del Movimento?

Ci sono e sono sanguinose, come ha dimostrato la sorella di Paola Taverna contro la Raggi: "datte na calmata e non rompere i coglioni altrimenti t'appendemo pe le orecchie ai fili dei panni sul balcone", questo è il livello. 

 

Ci sono odi reciproci ma nessuno osa dire nulla, perché?

Perché temono le epurazioni che hanno fatto fuori un terzo dei senatori. 

 

Virginia Raggi?