SCOPERTA/ Curare i tumori può essere un rischio per il cuore, ecco come evitarlo
martedì 29 dicembre 2009
I tumori e le malattie cardiovascolari rappresentano le principali cause di morte nei paesi industrializzati. È possibile che con l’avanzare dell’età si sia a rischio per entrambe le patologie. Inoltre i farmaci antineoplastici possono interferire con la funzione cardiaca. In una pubblicazione del Journal of the National Cancer Institute, viene riassunto l’insieme dei potenziali effetti e dei meccanismi di tossicità di vari farmaci usati nella terapia oncologica attraverso una rassegna della letteratura scientifica. Il lavoro sottolinea l’importanza della valutazione della funzione cardiovascolare in pazienti sottoposti a terapie antineoplastiche con lo scopo di curare o prevenire gli effetti collaterali cardiovascolari che rischiano di affliggere i pazienti oncologici sottoposti a terapia o chemioprevenzione. A tale proposito abbiamo intervistato una delle autrici dello studio sulla cardio-oncologia, la dottoressa Adriana Albini, responsabile della ricerca Oncologica presso l’IRCCS MultiMedica di Milano.
Cardio-oncologia: un termine che può generare smarrimento nei non addetti ai lavori. Che cosa sigifica?
È un campo multidisciplinare che mette insieme cardiologi ed oncologi. L’idea di cardio-oncologia deriva da due aspetti fondamentali. Il primo è che con l’allungarsi dell’aspettativa di vita media aumenta le malattie cardiovascolari e quelle oncologiche (tumori). Entrambe possono coesistere nello stesso paziente. Il secondo aspetto riguarda la caratteristica di alcuni farmaci antitumorali che risultano essere parzialmente tossici per il sistema cardiovascolare. In passato, quando l’aspettativa di vita media in caso di tumore era breve, non ci si preoccupava troppo degli effetti dei chemioterapici a livello del sistema cardio-circolatorio.
Oggi le cose sono cambiate?
Oggi sempre più spesso capita che un paziente in cura antineoplastica possa soccombere per un episodio cardiovascolare come un infarto o un ictus. Questo avviene in pazienti in cui sono presenti fattori di rischio cardiovascolari e che spesso sono sconosciuti al malato. È importante sottolineare questo dato per non generare la falsa idea che la chemioterapia sia dannosa a livello cardiaco in tutti i soggetti indipendentemente dalle condizioni di partenza. L’obiettivo della cardio-oncologia è dunque quello di studiare insieme sia gli aspetti oncologici che gli eventuali rischi dei chemioterapici nei confronti del cuore. È necessario sviluppare nella pratica clinica e di ricerca la cardio-oncologia e la prevenzione cardio-oncologica.
Quali sono gli effetti dei chemioterapici a livello cardiovascolare? Cosa influenzano in particolare?
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