WALTER'S PLAYLIST/ "Ciao ragazzi" di Adriano Celentano
Walter Gatti
martedì 9 marzo 2010
In giro, negli anfratti poetici, politici, culturali e canzonettari della produzione italiana, non ci sono tante canzoni come Ciao ragazzi di Adriano Celentano. Sarà per la forza del suo impatto melodico, sarà per il “ciò che riesce a dire”, sta di fatto che con questa canzone l’Adriano ha fatto centro in modo sorprendente.
Era il 1965 e nessuno poteva prevedere cosa sarebbe accaduto negli anni successivi; eppure il ragazzo della via Gluck, più o meno profeticamente, con la sua forte carica umana e religiosa, scrive e interpreta questa canzone (coautori sono Mogol e Miki Del Prete), che pare una delle grandi canzoni americane di quei tempi:
Ciao ragazzi ciao
voglio dirvi che
che vorrei per me
grandi braccia perché
finalmente potrei
abbracciare tutti voi
Se potessi vi abbraccerei tutti: piccoli & grandi, bianchi & neri, ricchi & poveri. Ma non finisce tutto “solo” qui, non è una riedizione italiana del «black and white together», c’è dell’altro:
Ciao ragazzi ciao
voi sapete che che nel mondo c’è
c’è chi prega per noi
non piangete perché
c’è chi veglia su di noi
Fidatevi - canta l’Adriano nazionale -, perché qualcuno veglia su di noi. Dal punto di vista musicale è una classica canzone soul: potrebbe benissimo figurare in una delle produzioni di Muscle Shoals, la capitale della soul music, città da dove sono partiti per la conquista del successo i vari Otis Redding, Aretha Franklin e Solomon Burke. Impianto soul, ritmica e fiati da black music, testo dall’impatto fortemente umano. Ma sopra tutto c’è quel «Vorrei per me/ grandi braccia perché / finalmente potrei / abbracciare tutti voi».
CLICCA SUL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO