Articoli 2006 di Educazione

Harvard, Dio torna nel curriculum

Con una mossa che ha subito scatenato un intenso dibattito nel mondo accademico, Harvard ha presentato la prima revisione dopo 30 anni dei piani di studi, con una sorpresa: la creazione di una serie di corsi obbligatori su ‘Ragione e Fede’

Privatizzare l'università? Irrealistico e sbagliato

Per svolgere la sua funzione l’università italiana deve rimanere un sistema in larga parte pubblico. Ragioni storiche e strutturali rendono questa scelta irrinunciabile. L’idea che l’unico rimedio ai mali attuali sia una massiccia dose di privatizzazione è irrealistica e sbagliata

Chi difende l'assistenzialismo

Se taluni aspetti della lectio magistralis di Mario Draghi sono stati valorizzati, ce ne sono altri, per nulla ripresi, e non a caso: gli statalisti di ogni colore confondono l’autonomia degli istituti pubblici con la dittatura ideologica di gruppi di docenti e non docenti; considerano la parità scolastica come problema confessionale, si oppongono all’introduzione di metodi di valutazione della qualità, ignorano l’introduzione di fondazioni pubblico-private nella scuola (come invece ha fatto Blair), ritengono la libertà di scelta delle famiglie, supportata da voucher, deduzioni, detrazioni fiscali, come un cedimento al mercato selvaggio. Draghi, al contrario, ha affermato che occorre garantire pari opportunità di accesso alle scuole e che occorre valorizzare l’eccellenza aumentando “la concorrenza tra gli istituti pubblici e privati, con modalità di finanziamento che da un lato, premino le scuole migliori e dall’altro trasferiscano risorse direttamente alle famiglie per ampliarne le possibilità di scelta”.

Quell'invito del Papa a una nuova vita

Al Convegno ecclesiale di Verona il Santo Padre è partito dall’unico punto che può rendere interessante l’apporto di un cattolico ai problemi di tutti. Chi si dice cristiano incontra nella realtà in cui vive un Dio che si è fatto uomo, abita con lui e corrisponde ai desideri umani più veri e profondi. Come fa a guardare la realtà prescindendo da questo fatto, come fosse solo una premessa morale già saputa che non modifica lo sguardo sulla realtà? A questa esperienza quotidiana si contrappone un modo di agire e giudicare che ritiene Dio “superfluo ed estraneo” e l’uomo come “un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale”. Per questo modo di pensare e agire non soffre solo chi è cattolico: è tutto il popolo e tutta la nazione a soffrirne. Infatti si diviene relativisti, si compiono “scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio” e paradossalmente ci si chiude invece di aprirsi alle altre culture perché non si hanno più criteri secondo cui dialogare.