Articoli 2007 di Educazione

Non basta un decreto

Occorre assicurare qualità ed equità ai processi formativi e consentire ad essi di assolvere al loro compito dentro una concezione della formazione come diritto soggettivo che percorre l’intero arco della vita

«La sfida è seguire Lisbona»

«La padronanza della lingua italiana, le competenze di base nell'ambito matematico, tecnico e scientifico, la conoscenza di una lingua straniera, la capacità di usufruire del patrimonio artistico italiano ed europeo, la capacità di avere corrette e significative relazioni con gli altri, con la realtà naturale e sociale, sono alcuni dei traguardi indicati, anche tenendo conto degli obiettivi di Lisbona. Si tratta di una sfida importante che richiede un potenziamento della funzione docente anche attraverso la ricerca metodologico-didattica per un apprendimento più motivante ed efficace per gli studenti, sempre più diversi per condizione sociale e provenienza culturale. In questo contesto la formazione professionale, sostenuta nella sua ricerca di qualità del servizio educativo, offrirà un contributo sempre più significativo per non lasciare nessun giovane indietro, attraverso i percorsi e i progetti previsti dalla legge finanziaria 2007 per l'assolvimento dell'obbligo d’istruzione e per far conseguire una qualifica professionale ad un ampio numero di studenti entro il 18° anno di età. Nel frattempo, proseguiranno i percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale avviati nel 2003 sulla base dell'accordo sottoscritto tra il ministero dell'Istruzione, il ministero del Lavoro, le Regioni e gli Enti locali»

Scuola, chi ha interesse a creare i precari a vita

Chi perpetua reclutamenti di insegnanti ope legis, senza alcun criterio di merito, per puri scopi di potere, chi li sostiene con il suo tacito assenso, si chieda se con queste operazioni non contribuisce al fatto che certe zone del Paese continuano ad essere, sotto il profilo della qualità della scuola, le peggiori dell’Ocse

Libertà di educazione nelle scuole: una battaglia da vincere

Un gruppo di studenti milanesi aveva realizzato una mostra dal titolo «Budapest 1956. Una battaglia per la libertà». Il collegio dei docenti del Liceo «Muratori» di Modena ha negato agli studenti il permesso di esporla perchè «il taglio unilaterale, l’enfasi posta su termini come “libertà” e “popolo” impediscono il formarsi di uno spirito critico».

Educazione, vero motore dello sviluppo

Solo con una lettura umanistica, culturale e religiosa delle radici di sviluppo e sottosviluppo si può giungere a una comprensione più profonda del cammino che l’intera umanità deve ancora fare per un mondo più umano e umanizzante per tutti