Consigliere Delegato dal 1996 della Fondazione AVSI, organizzazione non governativa di cooperazione internazionale di cui è stato Segretario Generale dal 2004 a Luglio 2013 e Presidente dal 18 Luglio 2013. Ha portato l’ONG da 15 progetti agli attuali 100 progetti di cooperazione allo sviluppo, passando da una presenza in 12 paesi agli attuali 38 paesi in Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia. Focus settoriale su sviluppo urbano, formazione professionale, microimprenditorialità e inserimento nel mondo del lavoro, sanità, educazione e famiglia, sicurezza alimentare, agricoltura e ambiente. Negli anni la Fondazione ha attivato relazioni con Agenzie sistema ONU, Commissione Europea, World Bank, BID, USAID, imprese italiane e multinazionali in ambito della Responsabilità Sociale d’Impresa, che hanno comportato la creazione di un Network operativo con 40 organizzazioni affini e 400 partnernariati in tutto il mondo con organismi pubblici e privati. Nell’ambito della Cooperazione allo sviluppo, ha elaborato progetti e costruito alleanze per interventi di sviluppo rurale e agroalimentare in Libano, Argentina, Congo Brazzaville, Haiti, coinvolgendo istituzioni pubbliche e Istituti di ricerca internazionali. Coinvolto attivamente in numerosi incontri internazionali, a giugno 2009 partecipa al G8 Sviluppo con un side event di AVSI. Dal 1999 al 2011 è stato Vice Presidente della Compagnia delle Opere. Dal 2001 è membro del Pontificio Consiglio Cor Unum, organo della Santa Sede che segue e promuove le iniziative di solidarietà e carità del Papa nel mondo.
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Una crescita che voglia essere inclusiva deve valorizzare i corpi intermedi, ultimo miglio verso la persona. ALBERTO PIATTI (Avsi) sullo stato della cooperazione internazionale
ALBERTO PIATTI, segretario generale della Fondazione Avsi, parla del disastro umanitario che si sta verificando in Somalia e che coinvolge una popolazione di dieci milioni di persone
La Fao ha un nuovo direttore generale, il brasiliano José Graziano da Silva che dovrà affrontare importanti sfide che arrivano in un momento di radicali cambiamenti
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha dichiarato che occorre aiutare gli immigrati a casa loro. ALBERTO PIATTI ci aiuta a capire in che modo lo si potrebbe fare
Il vertice Fao sta facendo emergere divagazioni più che soluzioni sul problema della fame nel mondo. Eppure basterebbe ascoltare bene Benedetto XVI
È nato una sorta di “scientismo umanitario”, una teoria sull’essere umano aderente a un modello e non alla realtà, che detta la linea di come crescere, quanto crescere, quanti devono nascere e quanti si devono lasciar morire
La vera emergenza consiste nella necessità di dare un’accoglienza adeguata e immediata agli immigrati. Per farlo non è certo possibile agire con mezzi ordinari. Accoglienza significa presentare un quadro legislativo chiaro e perseguire la solidarietà cristiana che sollecita la Chiesa: due elementi che possono benissimo convivere
L’Italia crei e finanzi 1.000 scuole agricole vicine alla gente e gestite in accordo con le comunità locali - già questo sarebbe un bel cambiamento di rotta - e si adoperi per una riforma adeguata ai tempi degli Organismi internazionali