AUTORI / Gian Micalessin

Gian Micalessin, nato a Trieste, è inviato speciale del quotidiano Il Giornale. Iniziò nel 1983 a soli 23 anni seguendo i mujaheddin afghani e raccontando la resistenza all’invasione sovietica. Fondò sempre nel 1983 l’agenzia Albatros Press Agency, specializzata in reportage di guerra, con Fausto Biloslavo e Almerigo Grilz. Da allora ha narrato con i suoi articoli e i suoi reportage filmati più di trenta conflitti. I suoi articoli e reportage sono stati pubblicati dalle più importanti testate nazionali ed internazionali. Autore di programmi televisivi e reportage ha prodotto documentari e servizi per Rai, Mediaset, La7 e per le più importanti reti americane ed europee. È autore del libro Hezbollah, il partito di Dio del terrore e del welfare, 2007. Gian Micalessin, a native of Trieste, Italy, is special envoy of the daily newspaper Il Giornale. In 1983, at the young age of 23, he began following the Afghani Mujaheddin, and writing an account of their resistance against Soviet invaders. That same year he founded the Albatross Press Agency, which specialized in war reporting, together with Fausto Biloslavo and Almerigo Grilz. Since then he has narrated, via articles and film footage, more than thirty armed conflicts. His articles and reports have been published by major print media sources the world over. His television programs and footage have been broadcast throughout Europe and the United States. He is author of the book Hezbollah, “the party of god”, of terror, and welfare (2007). Feed Rss

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MEDIO ORIENTE/ Quando i cristiani possono solo sopravvivere o fuggire

Storie di cristiani perseguitati per la loro fede, vittime di ogni tipo di violenze e soprusi. Sami Habib Istifo, che si è candidato alle elezioni provinciali in Iraq ma si prepara a morire; Christine Wadi al-Turk, morta a Gaza a causa dei bombardamenti; Mehdi Kouri, cristiano, costretto a fuggire fuggito perché colpevole di amare Hiyam Ajai, musulmana, a sua volta uccisa

Il “ricatto” di Hezbollah sul governo libanese

Il ritiro dei guerriglieri sciiti da Beirut è solo l’inizio di un nuovo capitolo dell’intricata saga iniziata con l’uscita dall’esecutivo dei ministri fedeli ad Hezbollah. Da allora il Libano vive in stato d’assedio, prigioniero del ricatto della cosiddetta opposizione accampata con centinaia di militanti nel cuore della capitale