AUTORI / Pietro Marzano

Pietro Marzano (Napoli, 1972), sposato e padre di una bambina. Laureato con lode all'Università Federico II, avvocato civilista, ha fondato con altri soci PVM, il primo studio legale basato sull'equity sharing del Mezzogiorno, dedicato a imprese  e società italiane ed estere per supportarle nei loro progetti di sviluppo ed internazionalizzazione. Si divide tra Napoli ed il nord del Paese ed ha collaborato con enti ed istituzioni pubbliche per la realizzazione di piani e progetti di sviluppo. Ricopre incarichi di garanzia e gestione in società private e enti pubblici. È componente del Corecom Campania. Socio di Grale, il primo spin off giuridico promosso da una università italiana, appassionato di storia del Mezzogiorno, è ecologista della prima ora e si occupa di volontariato nella sua città natale, Napoli. Feed Rss

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Il Sud costretto a mentire

La finanza locale in dissesto è una piaga del Mezzogiorno. Si può uscirne: una soluzione c'è. Ma serve un patto di verità con il governo

Dimenticare i Borbone

I fondi del Recovery destinati al Sud necessitano di sistemi di vigilanza rigidissima per prevenire infiltrazioni malavitose. Nell'interesse del Mezzogiorno

Pensare Mediterraneo

La crisi di governo mette a nudo l'assenza di una idea-paese. Ci sta provando un gruppo di lavoro di Confindustria coordinato da Vito Grassi

2021, fine di un ciclo

I contagi non calano, segno che i rimedi del governo, ispirati a un non-pensiero, sono falliti. Il paese è fermo. Adesso serve il partito dei fatti

Il Sud che l’Europa attende

Il Sud deve avere le carte per rappresentare la grande risorsa che l'Unione Europea ha perduto con la Brexit. Ultima chiamata per il governo

Nelle mani della Polonia?

Trovare un’intesa su come gestire e spendere i soldi del Recovery è essenziale per la sopravvivenza del Mezzogiorno. Con o senza Conte

Qualcosa di nuovo a Napoli

Catello Maresca, magistrato, annuncia oggi in una intervista al "Mattino" la sua disponibilità a correre come sindaco di Napoli

C'è aria di rivolte

Il governo appare nel caos e nell'attesa fatalistica e impotente della seconda ondata. Tutte le misure anticrisi sono ferme