USA/ Obama e McCain protagonisti di una brutta campagna elettorale per la Casa Bianca

La campagna elettorale è diventata brutta, allontanando ancor di più chi ha perso la fiducia nei due partiti. Sarà molto difficile per McCain recuperare la perdita di consenso

15.10.2008 - Lorenzo Albacete
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A partire da questo momento, la questione che determinerà, tra tre settimane, i risultati delle elezioni negli Stati Uniti è l’attuale crisi economica e finanziaria.

 

Gli americani sono arrabbiati, molto arrabbiati. Dato che il partito al governo da otto anni è il partito repubblicano, la crisi sta favorendo i democratici guidati dal senatore Barack Obama. Tutti i principali sondaggi dimostrano che gli basta vincere in uno dei cinque stati ancora indecisi per raggiungere i 270 voti elettorali necessari per essere eletto. Il senatore McCain dovrebbe invece vincere in tutti gli stati in cui non si è ancora delineato un netto vincitore, ma in tutti questi stati è qualche punto percentuale dietro Obama.

Nel tentativo di stornare il confronto dalla crisi dell’economia, la campagna di McCain si sta spostando su argomenti diretti a minare la credibilità, l’onestà e le motivazioni politiche di Obama. Lo scopo è di gettare ombre sul suo patriottismo e mettere in dubbio che sia “uno di noi”. Su internet, nei talk-show, si afferma che non è un cristiano, ma un musulmano, che è stato associato al terrorismo interno, che è stato vicino agli estremisti afro-americani, ecc. La situazione ha raggiunto punte tali da costringere McCain a dissociarsi pubblicamente da questi attacchi.

Sarah Palin, scelta da McCain per non perdere l’appoggio della base culturalmente conservatrice del partito, attacca spesso Obama in modo da insinuare che il “vero Obama” sia molto diverso da quello che egli fingerebbe di essere.

La campagna di Obama continua a sostenere che McCain è “erratico”, incostante nel suo pensiero, suggerendo così che stia già dimostrando i segni della vecchiaia, e che Sarah Palin è una persona totalmente ignorante e incompetente, spinta solo dalla sua personale ambizione.

La campagna elettorale è così diventata brutta, allontanando ancor di più chi ha perso la fiducia nei due partiti. Questi “indipendenti” sono quelli che decideranno il vincitore e, poiché vedono il loro Sogno Americano andato in pezzi con le loro perdite economiche, sarà molto difficile per McCain recuperare la perdita di consenso.

Tutti stanno aspettando l’ultimo dibattito tra Obama e McCain, ma pochi si attendono che accada qualcosa di significativo che possa alterare i termini del confronto tra i due candidati.

E poi, vi è la questione razziale, che è alla fine emersa nella discussione pubblica, ma nessuno sembra avere opinioni certe su quali saranno i suoi effetti sulle elezioni.

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