OLTRE LA CRISI/ Recuperare il senso del lavoro

- Bernhard Scholz

Non si può ripartire se non dal soggetto, il soggetto che lavora, e che nel rapporto con la realtà cerca di rispondere ai suoi desideri, cerca la verità di sé; e sa assumersi una responsabilità verso se stesso, verso chi sta con lui, verso il lavoro e tutta la realtà

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Per cominciare a risalire la china in cui siamo stati spinti dalla crisi finanziaria occorre innanzitutto recuperare il senso del lavoro. Improvvisamente ci siamo accorti di quali danni abbia generato una concezione del lavoro tutta tesa al solo risultato del profitto, funzionale unicamente al successo e ai risultati a breve termine, slegati da qualsiasi base reale.

 

Occorre invece che al centro del lavoro venga rimessa la persona. Non si può ripartire se non dal soggetto, il soggetto che lavora, e che nel rapporto con la realtà cerca di rispondere ai suoi desideri, cerca la verità di sé; e sa assumersi una responsabilità verso se stesso, verso chi sta con lui, verso il lavoro e tutta la realtà.

È per questo motivo che abbiamo scelto come titolo dell’Assemblea Generale di Compagnia delle Opere, che si tiene domenica 16 novembre a Milano, “Il tuo lavoro è un’opera”.

Ora che sul futuro di tutti pesano le incertezze sugli effetti della crisi finanziaria, occorre ricominciare a costruire insieme un piccolo pezzo di una realtà economica che metta al centro la persona, il bene delle persone, il loro valore, i loro talenti, la loro creatività e la loro tenacia e non più la sola logica del profitto.

Questa attenzione al soggetto, alla singola persona, è l’unica fonte di un benessere equilibrato e duraturo e quindi di una ricchezza che può diventare anche un patrimonio per le future generazioni, ma che è capace di ricreare fiducia da subito.

Per chi fa impresa significa, ad esempio, ripartire da una capacità di relazione e di costruzione positiva, che la crisi ha prostrato ma che fa parte del Dna di ogni imprenditore. Un esempio?

Da lunedì 17 novembre, per tre giorni, circa 2.000 imprenditori si raduneranno a Fiera Milano per dare vita a Matching, un appuntamento nato quattro anni fa grazie a Compagnia delle Opere con l’obiettivo principale di favorire le relazioni di business.

In un momento tanto difficile per tutti, e in particolare per chi fa impresa, Matching 2008 rappresenta un contributo concreto e significativo perché si possa riprendere fiducia in un’economia reale basata davvero sul lavoro e su uno scambio autentico di beni e di servizi validi.

Matching infatti è un’enorme piazza dove gli imprenditori si incontrano, valutano opportunità di collaborazione, trovano clienti, fornitori, partner, scambiano informazioni ed esperienze creando in questo modo una rete tessuta dal protagonismo responsabile di ognuno.

E questo è il contributo concreto che CDO porta alla difficile situazione della nostra economia. Non bastano gli appelli. Se vogliamo imboccare la strada che ci porterà fuori da questa crisi, ognuno deve iniziare a contribuire con le forze a sua disposizione, poche o tante che siano.

Al sistema bancario, ad esempio, in questo momento di difficoltà chiediamo di aiutare chi dimostra di saper intraprendere e di non abbandonare le Piccole e medie imprese, che sono l’unica garanzia per una ripresa dell’economia reale e quindi per una ripresa del sistema Paese.

Il tessuto imprenditoriale italiano è un patrimonio unico al mondo, e lo ha dimostrato anche negli anni recenti quando ha saputo reagire alla sfida della globalizzazione e dei mercati emergenti mettendo in campo una capacità di innovazione che ci ha trascinato fuori dalle secche e ha stupito molti osservatori.

Anche oggi tante delle nostre imprese continuano a innovare giorno per giorno. Sanno bene che l’alternativa sarebbe una sola: uscire dal mercato.

La situazione attuale è una grande prova, ma potrebbe anche diventare un’opportunità per il futuro. Perché lo diventi davvero, c’è una sola cosa da fare: cominciare a lavorarci.

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