USA/ Il “vivi e lascia vivere” secondo Obama

- Lorenzo Albacete

È stato consigliato a chi propone il matrimonio gay di cercare un appoggio per “accettazione senza approvazione”, richiamandosi così all’atteggiamento americano del “vivi e lascia vivere” come strumento per promuovere una diversità senza conflitti. Questa è esattamente la posizione del presidente eletto Obama

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L’approvazione in California della Proposta 8, che dichiara illegale il matrimonio gay, è uno dei pochi argomenti sfuggiti al monopolio rappresentato dalle notizie sulla crisi finanziaria e sulla formazione del governo di Obama. I sostenitori del matrimonio gay hanno organizzato in tutto il Paese manifestazioni in appoggio degli sforzi legali per invalidare i risultati della votazione e sembrerebbe che la Proposta 8, se messa ai voti oggi, verrebbe sconfitta.

 

I sostenitori del matrimonio gay sanno di avere di fronte una strada difficile per superare l’opposizione di una considerevole maggioranza di americani. Se si esclude una regolamentazione da parte di una Suprema Corte più progressista (con i nuovi giudici nominati dal presidente Obama), la battaglia per il matrimonio gay deve essere combattuta stato per stato. Per questo la sconfitta in California, dove un grande numero di elettori è progressista, è stata così sconfortante.

Ora come ora, solo due stati approvano il matrimonio tra lo stesso sesso, Massachusetts e Connecticut. Perfino nello stato di New York, dove il parlamento statale è in mano ai democratici e il governatore è un fermo sostenitore del matrimonio gay, i risultati della votazione in California hanno convinto molti deputati a muoversi con cautela prima di sollevare la questione.

Uno dei risultati di maggior interesse della votazione californiana è il rifiuto del matrimonio gay da parte degli afro-americani che, come ci si aspettava, hanno comunque votato per Obama. Anche la maggioranza degli ispanici ha votato per Obama e contro il matrimonio omosessuale, ma questo era stato previsto da molti osservatori a causa della retrostante cultura cattolica. Nel caso degli afro-americani, i sostenitori del matrimonio gay avevano tentato di porlo in termini simili alla negazione dei diritti civile ai neri americani, con particolare evidenza alle leggi che proibivano il matrimonio interrazziale. Questa strategia, comunque, sembra essere fallita.

Il 70% dei votanti neri in California ha votato per rigettare il matrimonio gay e al loro interno, le donne hanno votato contro in una proporzione quasi doppia rispetto agli uomini. Si dice che il risultato è stato influenzato dal grande numero di afro-americani che vanno in Chiesa, soprattutto le donne e i loro bambini. Le loro opinioni sulle questioni morali coincidono quasi totalmente con quelle dei Repubblicani e tuttavia, dato il conservatorismo economico di questi ultimi, votano per il Partito Democratico.

È stato consigliato a chi propone il matrimonio gay di smettere di presentare la propria causa come una continuazione del movimento per i diritti civili, di evitare di trovare argomentazioni religiose e cercare invece un appoggio per “accettazione senza approvazione”, richiamandosi così all’atteggiamento americano del “vivi e lascia vivere” come strumento per promuovere una diversità senza conflitti. Questa è esattamente la posizione del presidente eletto Obama.

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