A cosa serve l’Europa

- Mario Mauro

A cosa teniamo dunque? A cosa tiene l’Europa, qual è il cuore del progetto che chiamiamo Europa Unita? Vorrei dirlo con semplicità e con forza insieme: la persona prima di tutto

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Una singolare e insieme drammatica circostanza somma, nel nostro Paese, nella data del 9 maggio il ricordo della dichiarazione Schuman che dà inizio al percorso dell’integrazione europea e la commemorazione delle vittime del terrorismo. Forse questa misteriosa coincidenza schiude la possibilità di leggere questa data sotto una luce diversa.

L’approccio ideologico alla realtà, infatti, che ha prodotto l’orrore dei totalitarismi che hanno vergato nel sangue la storia del Novecento riverbera ulteriormente nella stagione dolorosa che ha piegato le speranze, la ragione e le ragioni di tanti nella generazione cui appartengo. E antidoto alle ideologie è essenzialmente e profeticamente quel progetto politico che chiamiamo Europa Unita. Il potere è tutto e l’uomo non è niente: questo il mesto ritornello di coloro che per decenni hanno preteso assicurarsi l’egemonia su una generazione prendendo in ostaggio il nome del popolo.

Oggi nuove ideologie di matrice fondamentalista scelgono il nome di Dio come pretesto per il loro progetto, ma la logica non è mutata: il potere è tutto l’uomo non è niente. Alla stazione di Atocha, a Madrid, i terroristi ci hanno sfidato scrivendo: vinceremo noi perché amiamo la morte più di quanto voi teniate alla vita.

A cosa teniamo dunque? A cosa tiene l’Europa, qual è il cuore del progetto che chiamiamo Europa Unita? Vorrei dirlo con semplicità e con forza insieme: la persona prima di tutto. Come deve essere, infatti, un sistema educativo, un sistema sanitario, o della produzione per dare risposta fino in fondo a ciò che caratterizza il cuore di ognuno di noi? Il nostro desiderio di verità di giustizia di bellezza?

La persona prima di tutto è in questo senso l’imperativo da riproporre a tutti: accantonate le ideologie, infatti, ciò che balza all’occhio è che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. Questo giorno di memoria dunque ci restituisce il compito comune di contribuire a realizzare istituzioni garanti e non padrone della vita dei propri cittadini, in cui la passione per ognuno dei nostri ragazzi valga da salvacondotto per il rilancio dei nostri ideali.



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