L’Europa in cui credere

- Mario Mauro

È stata una settimana importante dove a Varsavia si sono conclusi i lavori del Congresso del Partito Popolare europeo

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È stata una settimana importante dove a Varsavia si sono conclusi i lavori del Congresso del Partito Popolare europeo. Una tavola rotonda in cui si sono voluti confermare i valori a cui si richiama il maggiore partito europeo e tutte le formazioni politiche che vi aderiscono.

Fra questi vi è il PdL. Anche in occasione del primo congresso, svolto a Roma nel marzo scorso e dove è stato manifestato chiaramente lo spirito di coesione del centrodestra italiano, i maggiori esponenti del PPE Joseph Daul e Wilfred Marteens hanno sottolineato i punti di contatto tra le due forze politiche. Il PdL, data la sua tradizione, non poteva non ispirarsi agli stessi valori della più grande casa popolare d’Europa.

Ci sono degli obiettivi reali che il PPE sente di dover perseguire per la prossima legislatura 2009-2014 e che a Varsavia sono stati pubblicamente dichiarati. Tra questi non può mancare la salvaguardia dei valori familiari – soprattutto per rispondere alla sfida dell’evoluzione demografica e al calo della natalità – e la difesa della libertà d’istruzione, che costituiscono i pilastri fondamentali della nostra azione politica che mira a rafforzare le famiglie, la solidarietà tra le generazioni e la trasmissioni dei valori e della cultura.

Sul piano dell’economia mondiale, anche se l’Europa è scossa dalla crisi, il PPE non rinuncia a fornire soluzioni concrete e mirate. Stilare un bilancio consolidato delle finanze pubbliche, completare un mercato unico nel settore dell’energia e dei trasporti, portare avanti la lotta contro la burocrazia sono le risposte che vogliamo dare.

Intensificare la lotta contro il terrorismo, sviluppare una politica comune per l’immigrazione sono le strategie per rendere i nostri paesi più sicuri, favorendo così un vero progetto comune fatto di inclusione e di dialogo. Nella politica di coesione e di sviluppo del modello sociale europeo, vogliamo anche estendere la politica della sussidiarietà, che essendo espressione di una concezione globale dell’uomo e della società, rappresenterebbe l’unica vera svolta alle attuali difficoltà economiche.

Anche il Popolo della Libertà ha messo nero su bianco all’interno della Carta dei Valori, manifesto programmatico che rappresenta la nostra base fondativa. All’interno di molti passaggi di questo documento vengono enunciate le idee in cui si riconosce la maggioranza degli italiani: la difesa della libertà religiosa, la dignità della persona, la libertà, la responsabilità, la giustizia, l’irriducibilità della vita, la solidarietà e la sussidiarietà. Questi sono gli ideali comuni alle grandi democrazie occidentali, fondate sul pluralismo democratico, sullo Stato di diritto, sulla tolleranza, sulla proprietà privata, sull’economia sociale di mercato.

I lavori del Congresso di Varsavia, quindi, hanno dato definitivamente il via alla campagna elettorale per le elezioni europee del prossimo 6-7 giugno. È stata allo stesso tempo l’occasione per ribadire ancora una volta che la nostra azione politica potrà fare molto per esportare il modello di pace e sviluppo che in questi anni abbiamo sempre perseguito.

La presenza al Congresso del premier Silvio Berlusconi e la presentazione delle liste del PdL sono state la dimostrazione della volontà italiana a contare davvero in Europa. E non potrebbe essere diversamente. L’Italia è tra i paesi fondatori e storicamente ha sempre confidato in quell’idea di Europa che tre grandi uomini politici del passato – Adenauer, De Gasperi e Schumann – hanno con coraggio portato avanti, perché legati da una profonda amicizia cristiana.

Ci attendono due giornate decisive per esprimere la nostra idea di Europa: l’Europa che ci sta a cuore. Un’Europa aperta al dialogo ma attenta alle tradizioni, che al potere delle banche preferisce la creatività della persona. Un’Europa in cui l’Italia crede e in cui ora può contare davvero.

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